Sistema ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-05232016-152634


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
GORI, LEONARDO
URN
etd-05232016-152634
Titolo
Coinfezione HCV/HIV e nuovi DAA. La casistica della U.O.C. di Malattie Infettive di Pisa.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Menichetti, Francesco
correlatore Dott. Iapoce, Riccardo
Parole chiave
  • coinfezione HCV/HIV
  • DAA
Data inizio appello
14/06/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
1 Abstract

Si stima che circa 7 milioni di persone in tutto il mondo risultino coinfette da HCV e HIV, a fronte di circa 37 milioni di persone infette da HIV, quindi circa il 17% dei soggetti HIV positivi presentano anche l'infezione da HCV. La concomitanza di entrambe le infezioni è legata alle medesime modalità di trasmissione : omo/eterosessuale e tossicodipendenza.
La terapia dell'epatite C cronica si è basata per circa 15 anni sull'utilizzo di peg-Interferone e Ribavirina con SVR che si attestavano intorno al 50%, con efficacia minore nei soggetti coinfetti HCV/HIV.
Dal 2014 in poi, con l'avvento dei farmaci DAA (direct acting antiviral) di seconda generazione, i risultati sono stati molto più confortanti, con terapie di minor durata (12-24 settimane) e maggior efficacia, partendo da Simeprevir e Sofosbuvir, passando per Daclatasvir e Ledipasvir fino ad arrivare Grazoprevir/Elbasvir da poco approvati dal FDA, i risultati sono stati sorprendenti, con l'eradicazione di HCV nel 90-97% dei casi
Per valutare l'efficacia dei DAA nei soggetti coinfetti HCV/HIV, è stato effettuato uno studio su 131 pazienti coinfetti in cura presso l'U.O.C. di Malattie Infettive di Pisa, pari al 15% di tutti i soggetti seguiti per infezione da HIV. Tra questi, 27 (21%) hanno effettuato il trattamento con DAA. Il 96% di questi pazienti aveva un valore di fibrosi ≥F3, 14 su 27 non avevano effettuato precedenti tentativi terapeutici anti-HCV e tutti erano in terapia antiretrovirale.
Il 43% dei pazienti ha effettuato il trattamento a base di DAA con Ledipasvir + Sofosbuvir ± RBV, il 26% Daclatasvir + Sofosbuvir ± RBV, il 22% Sofosbuvir ± Simeprevir ± Ribavirina, e il restante 8 % peg-Interferone + RBV associati o a Simeprevir o a Telaprevir; la durata dei trattamenti è stata di 12 o 24 settimane, in accordo con le linee guida italiane.
Di questi 27 pazienti, 21 hanno già completato il trattamento ottenendo una viremia HCV negativa, in 5 il trattamento è ancora in corso con iniziale risposta virologica; un paziente è deceduto durante il trattamento per insufficienza epatica non correlata alla terapia.
Escludendo il paziente deceduto, ed ipotizzando il mantenimento della negativizzazione della viremia anche nei cinque pazienti ancora sotto trattamento, potremmo giungere ad avere una SVR nel 100% dei casi trattati.
File