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Tesi etd-05072010-114700


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
ALBIERI, MARA
Indirizzo email
maraface@yahoo.it
URN
etd-05072010-114700
Titolo
La programmazione dei servizi socio-sanitari territoriali nel nuovo assetto del sistema di assistenza della Regione Toscana- il caso della zona livornese
Struttura
INTERFACOLTA'
Corso di studi
SCIENZE PER LA PACE: COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO, MEDIAZIONE E TRASFORMAZIONE DEI CONFLITTI
Commissione
relatore Prof.ssa Vivaldi, Elena
Parole chiave
  • programmazione
  • PIS
  • assistenza socio-sanitaria
  • normativa Toscana
  • diritti sociali
Data inizio appello
03/06/2010;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
In questo elaborato si effettua un'analisi, scaturita dall'esperienza sul campo, del sistema di programmazione dei servizi socio-sanitari territoriali della Regione Toscana. In particolar modo la tesi si concentra sullo strumento di programmazione unico che la recente “riforma Toscana” ha deciso di darsi: il Piano Integrato di Salute (PIS). L'ipotesi che si vuole verificare è quello della grande innovazione di questo Piano e della capacità rivoluzionaria dei processi che mette in campo per la promozione di salute. La domanda che sottende al contributo è quella dell'esportabilità o meno di questo modello fuori dai confini regionali.
L'indagine in oggetto si sviluppa attraverso tre capitoli. Partendo dall'evoluzione del quadro normativo di riferimento in campo socio-sanitario a livello nazionale, l'indagine coinvolge in seguito le riforme legislative toscane che concernono il modello di governo del sistema di assistenza territoriale con la previsione della Società della Salute e della relativa programmazione integrata del PIS. Una volta analizzato il contesto viene descritta l'esperienza applicativa di questo strumento di una realtà locale che ho potuto osservare in modo partecipativo.
Nel primo capitolo si parte dai diritti sociali riconosciuti in Costituzione, in particolare rispetto alla salute e all'assistenza sociale: diritti sanciti rispettivamente dagli articoli 32 e 38 della Carta Costituzionale.
Una volta appurato il riconoscimento di questi diritti risulta fondamentale osservare come essi si siano evoluti e integrati a livello normativo nel tempo. In campo dell'assistenza sociale il riferimento normativo è quello della Legge Quadro n°328/2000. Mentre per l'ambito sanitario, si susseguono la grande Riforma nazionale che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale con la Legge n° 833/1978, e due importanti Decreti Legislativi del 1992 e del 1999, rispettivamente chiamati riforme “Amato” e “Bindi”.
Particolare attenzione viene dedicata alle forti implicazioni che la Riforma Costituzionale del Titolo V del 2001 ha nelle due aree di interesse. Prima fra tutte, la nuova competenza legislativa rispetto ai diritti in esame risulta essere concorrente per il sanitario e regionale per il sociale.
Il secondo capitolo tratta proprio delle riforme toscane avviate dopo la Riforma del Titolo V, in particolare con la previsione di un modello organizzativo e di governo integrato del sistema di assistenza sociale e sanitaria territoriale : la Società della Salute (SDS).
La prima parte del capitolo è dedicata all'iter e alle caratteristiche di questo nuovo modello organizzativo del sistema di assistenza territoriale. Il percorso di affermazione della SDS avviene attraverso una prima fase di sperimentazione prevista dal Piano Sanitario Regionale 2002-2004 e avviata con la delibera del Consiglio Regionale del 2003, la n°155: fase terminata nel 2005. Le successive Leggi Regionali del 2005, la n°40 e le relative modifiche apportate dalla legge regionale 60/2008 e la n°41, disciplinano il nuovo modello di welfare toscano dando impulso al sistema di assistenza ed innalzando il livello di responsabilità delle amministrazioni comunali , che possono scegliere di partecipare al governo della sanità pubblica promuovendo la costituzione di una SDS sul proprio territorio.
Poichè la creazione del consorzio è facoltativa, la Regione Toscana ha previsto che lo strumento di programmazione integrato delle SDS possa essere utilizzato anche in caso che queste non siano costituite.
Tutta la seconda parte del capitolo è dedicata a questo strumento: il Piano Integrato di Salute. L'elaborato analizza i suoi caratteri innovativi rintracciabili nelle varie Delibere degli organi regionali e nel loro recepimento nelle già citate Leggi Regionali di settore. E' in questa parte che si cerca di illustrare la visione regionale sul Piano Integrato di Salute: definendone lo scopo, le caratteristiche principali e i contenuti; ed infine iniziando a individuarne le fasi del processo di costruzione.
Infine, il terzo capitolo è dedicato all'analisi dell'esperienza applicativa della zona Livornese. Nonostante essa non abbia aderito alla sperimentazione della Società della Salute nel 2003, si inserisce a tutti gli effetti tra le zone pilota del processo di implementazione della riforma regionale, avendo utilizzato fin dal 2005 il suo innovativo strumento di programmazione locale.
L'indagine presente nel capitolo è stata attuata grazie al tirocinio svolto all'interno dello Staff di programmazione socio-sanitarie che rappresenta la struttura organizzativa di supporto alle attività direzionali di programmazione, valutazione e controllo delle politiche per la salute e dei relativi servizi. Consapevole dell'originalità del lavoro, dovuta all'assenza di precedenti studi a riguardo, si cerca nel capitolo di indagare una serie di aspetti che concernono il PIS della zona.
Lo studio parte dall'analisi del Piano Integrato di Salute dal punto di vista della struttura, analizzando fasi di costruzione, attuazione e realizzazione; e dal punto di vista del processo di formazione attraverso metodologie e strumenti opportuni. Un paragrafo viene poi dedicato alle infrastrutture tecniche e partecipative che sono necessarie a promuovere la condivisione delle scelte di governo, il coordinamento e la cooperazione di tutte le componenti implicate nella promozione della salute ovvero il fine ultimo del PIS. In questa parte viene quindi evidenziato come la zona Livornese abbia risposto alla logica sottesa a tutto il processo programmatorio: l'integrazione. I paragrafi successivi si occupano invece di due strumenti necessari a raggiungere lo scopo del PIS: il sistema di valutazione e il sistema di allocazione delle risorse. Infatti, il passaggio dai bisogni del territorio agli obiettivi che ne derivano necessita di un sistema di valutazione efficace, trasversale a tutto il processo. A loro volta per il raggiungimento di questi obiettivi è necessario che tutte le risorse di cui dispongono gli enti pubblici responsabili siano allocate bene sugli obiettivi condivisi. Come l'esperienza in esame abbia fatto fronte a queste esigenze e con quali metodologie è esplicitato nei suddetti paragrafi. Nelle conclusioni si trovano le considerazioni personali rispetto ai punti di forza e di debolezza dell'esperienza applicativa e la riflessione, frutto del mio studio, rispetto alle questioni e ipotesi presentati inizialmente in questo riassunto.
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