Sistema ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-04232013-112006


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GRASSI, NOEMI
URN
etd-04232013-112006
Titolo
Il processo di emancipazione femminile in Unione Sovietica
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
STUDI INTERNAZIONALI
Commissione
relatore Prof.ssa Dundovich, Elena
Parole chiave
  • Asia Centrale
  • Ženotdel
  • parandža
  • chudžum
  • Codici di famiglia
  • aborto
  • donne sovietiche
  • Aleksandra Kollontaj
Data inizio appello
20/05/2013;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
20/05/2053
Riassunto analitico
L’Unione Sovietica fu il primo paese ad adottare sia una legislazione di stampo socialista che un diritto, per i tempi, estremamente progressista, riguardo al ruolo della donna e della famiglia. Questa tesi ha la volontà di ripercorrere le tappe che seguì il processo di emancipazione femminile in due realtà sociali dell’Unione Sovietica profondamente diverse tra loro: la parte slava, prevalentemente russa, dove l’idea di emancipazione nacque e diede l’impulso a una serie di provvedimenti e iniziative volti a tale scopo; e la parte centroasiatica, di tradizione musulmana, a cui, invece, le nuove idee rivoluzionarie furono imposte dall’alto. In particolare per la parte russofona si potrà notare come, nonostante la propaganda di regime sbandierasse la raggiunta uguaglianza tra i sessi, essa non si tradusse mai in una reale parità nella vita di tutti i giorni. Ciò era osservabile dal cosiddetto “doppio-carico” (famiglia-lavoro) che ricadde interamente sulla donna e anche dalla discriminazione a cui le donne furono soggette sia in campo economico che politico. Il profondo disagio per la vita misera e per i vari disservizi statali esplose nel “dissenso femminile” di fine anni ’70 che fu, tuttavia, rapidamente messo a tacere dalle autorità, per poi riemergere solo nell’epoca della Perestrojka. Per la parte centroasiatica si potrà, invece, vedere come la liberazione della donna musulmana sia stata imposta a una reticente popolazione locale distinguendo come ciò sia avvenuto in paesi con una popolazione prevalentemente sedentaria, come l’Uzbekistan e il Tagikistan, e in altri a maggioranza nomade, come il caso turkmeno e quello kazaco. In quest’ambito verrà soprattutto sottolineato l’altissimo prezzo di sangue che le donne musulmane dovettero pagare per il raggiungimento di una comunque parziale libertà.
File