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Tesi etd-02282006-233925


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
Allidi, Francesca
Indirizzo email
francesca.all@inwind.it
URN
etd-02282006-233925
Titolo
Il pneumotorace spontaneo: attuali orientamenti nel trattamento, dalla chirurgia tradizionale alle nuove metodiche
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Mussi, Alfredo
Parole chiave
  • pneumotorace
Data inizio appello
15/03/2006;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Il pneumotorace (pnx) è una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di aria libera nel cavo pleurico, con conseguente collasso polmonare. Può essere spontaneo, post-traumatico e iatrogeno. Classicamente si distingue in: 1) primitivo, per rottura di bolle sub-pleuriche nel contesto di un parenchima polmonare normale in soggetti giovani in buone condizioni di salute; 2) secondario, correlato ad una malattia polmonare di base (enfisema bolloso e/o BPCO).
I segni tipici sono il dolore toracico e la dispnea. Raramente è asintomatico. La diagnosi è clinico-radiologica ed il trattamento, un tempo per lo più conservativo, è oggi prevalentemente chirurgico, effettuato con tecniche mini-invasive.
Scopo del nostro studio è valutare l’attuale orientamento terapeutico del pnx spontaneo sulla base della revisione della letteratura e della nostra precedente casistica. In particolare abbiamo selezionato 337 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per pnx spontaneo nella nostra U.O. tra il gennaio 2000 ed il dicembre 2005. Tutti i pazienti ad eccezione di una minima percentuale (8%) sono stati sottoposti a VATS (video-assisted thoracic surgery) che ha permesso la risoluzione del pnx con il minimo trauma per il paziente. Negli ultimi 2 anni sono stati identificati criteri di selezione tali da permetterre un’ulteriore riduzione del trauma grazie all’utilizzo di una tecnica di coagulazione a freddo (floating ball) che permette di ottenere risultati ottimali senza resezione di parenchima. Questa metodica consente di effettuare 2 soli accessi (versus 3 incisioni della VATS convenzionale) e in più permette di impiegare agevolmente un’anestesia loco-regionale con indubbi vantaggi per il paziente.
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