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Tesi etd-02242015-113959


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FANTOZZI, DARIO
URN
etd-02242015-113959
Title
Central banking, emissione e credito: il Bank Charter Act di Peel del 1844.
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
STUDI INTERNAZIONALI
Commissione
relatore Dott. Cini, Marco
Parole chiave
  • credito
  • moneta
  • central banking.
  • Emissioni
Data inizio appello
23/03/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Con la nascita e lo sviluppo della banconota comincia anche la storia delle banche centrali. Il periodo storico che va dalla metà del Seicento alla metà dell'Ottocento può essere considerato come un grande cantiere, nel quale sono state sperimentate le più svariate soluzioni per sostenere la fiducia nella banconota. Principalmente come ha riconosciuto Vera Smith il sistema dell'emissione di banconote tende ad essere organizzato in tre modi differenti: 1) attraverso l'accentramento in un organismo statale; 2) tramite l'attribuzione di un monopolio legale in materia a un ente privato assoggettato a controlli speciali; 3) con il decentramento a una molteplicità di enti privati in concorrenza. Risultato di questa sfida è un prolungato periodo di sperimentazioni durante il quale saranno testate tutte e tre le tipologie individuate da Vera Smith. All'interno di questo processo di sviluppo delle banche centrali si è affermato un modello intermedio. Tale modello, è il modello inglese, che prenderà forma nel 1844 attraverso l'adozione da parte del parlamento britannico del Bank Charter Act. L'analisi del sistema monetario inglese dell'epoca parte da una riflessione sul concetto di moneta come istituzione. Prendendo come punti di riferimento due studi che enfatizzano entrambi l'aspetto istituzionale della moneta. Mettendo a confronto il concetto di tecnologia di pagamento con il dilemma della liquidità è possibile così interpretare la storia delle banche centrali come un processo, innescato dalla banconota convertibile, attraverso il quale sono stati effettuati innumerevoli tentativi di rendere possibile un mercato del credito completamente liquido, ovvero privo di rischi. Al centro di questo processo c'è l'istituzione della Banca d'Inghilterra nel 1694, che permetterà in definitiva all'Inghilterra di fine Settecento di adottare un sistema monetario monometallico, basato sull'oro. Tale sistema di moneta convertibile in oro creerà non pochi problemi ai direttori della Banca d'Inghilterra, che saranno obbligati nel 1797 ad interrompere la convertibilità delle banconote in oro. L'importanza di questa dichiarazione d'inconvertibilità è stata sottolineata dagli innumerevoli dibattiti monetari che hanno caratterizzato tutta la prima metà dell'Ottocento, fino all'adozione del Bank Charter Act del 1844. All'interno del dibattito monetario inglese una figura di spicco come Sir Henry Thornton, aveva già individuato le linee guida dell'odierno central banking, sottolineando l'importanza del «credito di ultima istanza».
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