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Tesi etd-01252010-144419


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
DE SANTI, LINDA
URN
etd-01252010-144419
Titolo
La poetica della “seconda volta narrativa” di Erri De Luca: le forme dell’appartenenza.
Struttura
INTERFACOLTA'
Corso di studi
LETTERATURE E FILOLOGIE EUROPEE
Commissione
relatore Marcello Ciccuto
correlatore Raffaele Donnarumma
Parole chiave
  • Erri De Luca
  • appartenenza
  • origine
  • autobiografia
Data inizio appello
2010-02-15
Disponibilità
parziale
Data di rilascio
2050-02-15
Riassunto analitico
Scrittore, poeta, giornalista, traduttore e studioso di ebraico antico, Erri De Luca rappresenta, nell’orizzonte della letteratura italiana contemporanea degli ultimi anni, una figura di grande interesse e difficilmente assimilabile a correnti o gruppi. Non solo per la particolarità della sua poetica, per il perseguire l’ideale di quella che Giulio Ferroni ha definito una “letteratura assoluta e viscerale” , ma anche e soprattutto per il modo veramente singolare in cui la sua produzione letteraria risulta strettamente intrecciata con una vita attiva e avventurosa. La sua opera risulta infatti strettamente intrecciata con la sua esperienza di vita, generando una serie di loci ricorrenti nei suoi racconti, inscrivibili in quello che Lejeune ha definito uno “spazio autobiografico”.
Nella narrativa di quest’autore è possibile vedere come la rottura dall’origine (l’abbandono della città di Napoli) abbia generato la ricerca di una seconda appartenenza, trovata prima nel movimento rivoluzionario, poi, concluso quest’ultimo, nello studio laico dell’ebraico e della Bibbia.
Il tentativo di recuperare un’appartenenza personale e sociale si traduce nello sforzo di costruire un ponte aperto con la propria memoria, che non è mai esatta ma sempre alterata, marcata da un’“infedeltà” originale a causa dell’interazione tra passato (cioè la memoria), presente (cioè la visione) e futuro (cioè l’attesa) che Sant’Agostino individua “nell’animo” (Confessioni, 20, 26), cioè in una dimensione prettamente interiore. Memoria, presente e attesa esistono solo nell’essere e si influenzano vicendevolmente, dunque è impossibile un recupero del passato così com’è avvenuto realmente: da qui la scelta di dare, nelle prose autobiografiche, un diverso finale, o “seconda possibilità”, agli eventi passati.
La poetica della “seconda volta” in Erri De Luca determina una serie di scelte narrative singolari nell’attuale panorama letterario italiano, e va a creare un “fenomeno letterario” tuttora in evoluzione, vòlto al recupero di una memoria collettiva ma al tempo stesso continuamente influenzato dal presente.
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