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Tesi etd-01132015-221346


Thesis type
Tesi di specializzazione (5 anni)
Author
QUERCI, GIORGIA
URN
etd-01132015-221346
Title
Il volume del lobo epatico sinistro è un parametro predittivo di sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno in donne con obesità grave
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO
Supervisors
relatore Prof. Santini, Ferruccio
Parole chiave
  • steatosi epatica
  • osahs
  • sonno
  • apnee
Data inizio appello
10/02/2015;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
L’obesità è una condizione cronica ad eziopatogenesi multifattoriale,
definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un eccesso di peso
corporeo per accumulo di tessuto adiposo in misura tale da influire
negativamente sullo stato di salute. In base alla distribuzione dell’adipe è
possibile distinguere fra obesità ginoide o gluteo-femorale e androide o
centrale. L’obesità centrale è quella che si associa più frequentemente a
numerose complicanze (cardiovascolari, metaboliche, respiratorie,
ostearticolari e neoplastiche) con conseguente aumento del rischio di
mortalità globale per varie cause.
L’accumulo di tessuto adiposo in sede perifaringea e sottomentoniera
predispone alla sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno
(Obstructive sleep apnea-hypopnea syndrome, OSAHS), una condizione
caratterizzata da ricorrenti episodi di ostruzione delle vie aeree superiori
comportanti una riduzione (ipopnea) o una cessazione completa (apnea)
del flusso aereo durante il sonno. I fenomeni ostruttivi sono responsabili
di ipossia cronica intermittente e di brevi risvegli con conseguente
frammentazione del sonno; tali fattori possono contribuire a loro volta
all’aumento ponderale ed al rischio cardiometabolico.
Sappiamo poco della prevalenza dell’OSAHS e del suo impatto sui fattori di
rischio metabolico nei pazienti con obesità grave; tale condizione clinica,
inoltre, seppure non sia rara rimane frequentemente sottostimata e
misconosciuta soprattutto nella popolazione adulta di sesso femminile.
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Scopo dello studio riportato in questa tesi è stato quello di valutare in un
gruppo di donne con obesità grave la prevalenza di OSAHS e la relazione
fra la gravità di questa condizione ed alcuni parametri antropometrici e
metabolici. Sono state esaminate 97 donne obese di età media 47 anni ed
indice di massa corporeo medio (IMC) di 50 Kg/m2. La gravità dell’OSAHS
era espressa dall’indice di apnea-ipopnea (AHI) ricavato da un
monitoraggio cardiorespiratorio notturno completo. Ogni paziente veniva
sottoposta a: prelievo ematico a digiuno per il dosaggio di vari parametri
ormonali e metabolici; determinazione delle principali misure
antropometriche come la circonferenza collo (CC); studio ecografico
addominale per la misurazione dello spessore addominale (SA), dell’adipe
viscerale (SAV), sottocutaneo (SAS) e del volume del lobo epatico sinistro
(VLES). In studi precedenti abbiamo dimostrato come il VLES, parametro
direttamente correlato alla volumetria epatica globale e quindi alla
steatosi epatica, sia un semplice, affidabile e poco costoso indicatore di
obesità viscerale e di rischio cardiometabolico.
Dopo correzione per età e IMC, il VLES e la CC erano gli unici parametri
antropometrici predittivi di AHI. Era possibile stimare un valore soglia per
la diagnosi di OSAHS tramite analisi della curva ROC solo per il VLES ma
non per la CC. Non era realizzabile, sia considerando il VLES da solo, sia
insieme a fattori di rischio noti come l’età, l’IMC, la CC, realizzare un
modello predittivo di OSAHS utile clinicamente per evitare studi
strumentali del sonno inutili in quanto venivano osservati troppi falsi
negativi.
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Nelle pazienti affette da OSAHS c’era una prevalenza maggiore sia di
sindrome metabolica che di insulinoresistenza quantificata dall’indice
HOMA; l’ AHI, tuttavia, non aveva un ruolo aggiuntivo rispetto al VLES
nella determinazione dell’ HOMA.
In conclusione valori maggiori di VLES sono associati non solo al rischio
cardiometabolico ma anche a quello di OSAHS; tale parametro, tuttavia,
non permette di selezionare con sicurezza quali donne con obesità grave
debbano effettuare una valutazione strumentale notturna.
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