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Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-01072008-100931


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
GIACOMELLI, LORENZO
URN
etd-01072008-100931
Titolo
Revisione critica dell'impiego delle ancore di sutura nella rottura del legamento crociato anteriore del cane
Struttura
MEDICINA VETERINARIA
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Commissione
Relatore Prof. Carlucci, Fabio
Relatore Dott. Dini, Francesca
Relatore Dott. Barsotti, Giovanni
Parole chiave
  • cane
  • ancore di sutura
  • tecnica extra-capsulare.
  • ginocchio
  • LCA
Data inizio appello
01/02/2008;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La lesione del legamento crociato anteriore nel cane è la patologia ortopedica a carico del ginocchio che si riscontra con maggiore frequenza in medicina veterinaria. L’instabilità del ginocchio che consegue a una lesione totale del LCA viene tradizionalmente trattata sia utilizzando tecniche intra-articolari che extra-articolari con protesi fabello-tibiali. Lo scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare l’efficacia di un’innovativa tecnica extra-capsulare mini-invasiva per il trattamento della rottura del legamento crociato anteriore. Sono state rivalutate criticamente le cartelle cliniche di diciassette soggetti, diversi per razza, età e peso, e appartenenti a entrambe i sessi trattati con la tecnica di stabilizzazione dell’incompetenza del LCA con Ancore di sutura presso il Dipartimento di Clinica Veterinaria dell’Università di Pisa nel periodo compreso fra novembre 2005 e novembre 2007. La tecnica si presenta di facile esecuzione, già dopo 24-48 ore dall’intervento, tutti i soggetti hanno recuperato la stazione quadrupedale con carico consentito sull’arto. L’uso di questa tecnica mostra dei risultati piuttosto interessanti. La maggior parte dei soggetti ha mostrato un discreto recupero della funzionalità dell’arto nel mese successivo all’intervento; solo in 2 soggetti si è verificata la rottura della protesi. La tecnica per la sua mini invasività determina una notevole riduzione dei tempi chirurgici rispetto alla tecnica classica mostrandosi applicabile anche in soggetti anziani e cardiopatici o che presentano difficile gestione anestesiologica. Nonostante i buoni risultati ottenuti questa tecnica presenta ancora dei punti critici che dovranno essere migliorati per aumentarne l’efficacia e l’applicabilità nei piccoli animali.