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Tesi etd-11202017-131340


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
POLLARI, CHIARA
URN
etd-11202017-131340
Title
Finanziamenti Europei alle PMI Agricole. Un' analisi sull'OCM Vino Paesi Terzi.
Struttura
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Supervisors
relatore Prof.ssa Bruno, Elena
Parole chiave
  • settore agricolo
  • Finanziamenti agevolati
  • Europa
  • OCM Vino
Data inizio appello
12/12/2017;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
La Nuova Programmazione 2014-2015 si propone il superamento dei limiti che, la Programmazione precedente (2007-2013) ha presentato al suo termine. Coincidente ad un periodo di crisi economica che ha interessato l’Europa, e non solo, l’UE si impegna al raggiungimento di Obiettivi ben chiari ed attorno ad essi lega delle misure che, in modo coerente, partecipano al perseguimento di quest’ultimi. Gli Obiettivi principali sono: Sviluppo delle aree più povere dell’Europa, Integrazione e Crescita della competitività. L’Europa, consapevole che il tessuto sociale è prevalentemente costituito da PMI, propone a queste politiche d’investimento mirate e conformate alle loro caratteristiche. Nell’elaborato viene presentata la Nuova Programmazione dunque, con l’organizzazione che sta alle spalle di essa. Con il sussidio delle normative e di grafici illustrativi si mira alla rappresentazione realistica e chiara di tutti i Fondi Strutturali e non (FEARS, FSR, FEAGR, ecc...) e degli strumenti da questi utilizzati per il perseguimento della crescita economica auspicata. Vengono presentati i diversi Progetti di Finanziamento che si distinguono in base agli obiettivi ed ai settori e, con occhio analitico vengono approfonditi i Finanziamenti del Settore Agricolo. Presentando i numeri relativi alla realtà agricola dapprima a livello nazional, poi, regionale e per finire provinciale. L’autonomia delle regioni nella gestione di determinate somme e nell’erogazione di queste alle PMI, la compartecipazione dei Progetti Regionali e dell’Europa prevista dalla PAC nella gestione ad esempio del PSR (Progetto di Sviluppo Rurale) che presenta l’eterogeneità che contraddistingue il Paese italiano. Viene presentato in maniera sintetica quello della Regione Sicilia, coadiuvato dalle altre forme di finanziamento europeo che si distinguono per modalità di erogazione, agevolazione, soggetti beneficiari, controlli e scadenze, tutti questi rappresentati in modo sintetico e schematizzato al fine di ottenere una visione chiara che resti nella mente di chi legge fuorviando eventuali informazioni erronee dettate dalla confusione e dalla poca chiarezza che spesso vien fuori affrontando tali temi. Con la collaborazione di dipendenti alla Regione Siciliana, vengono raccolti e rappresentati dati importanti sull’andamento del settore nella regione e sull’incidenza di politiche europee che puntano alla crescita della competitività quali quelle aventi ad oggetto la Certificazione di qualità e di Provenienza. I dati riportati sono aggiornati ed elaborati dall’ISMEA, poi diffusi dall’IRVOS (Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia) appendice importante della stessa Amministrazione Regionale che si pone l’obiettivo di gestire tali settori fondamentali per l’economia sicula. Con la collaborazione del Direttore, il Dott. Vincenzo Cusumano, e dei suoi collaboratori, si riportano nella Tesi i numeri della crescente certificazione che rendono i prodotti siciliani più competitivi e, sicuramente quelli di tutta l’Italia che cresce d’importanza nel comparto dell’export con le vendite in aumento. Questo Trend positivo è coadiuvato dalle altre politiche europee volte all’agevolazione delle PMI agricole di settore nella produzione, commercializzazione e promozione. Per tali motivi, è interessante mettere in risalto la poca conoscenza dei finanziamenti europei e regionali dedicati in modo specifico ai settori vitivinicolo ed oliviticolo. Nella provincia di Trapani, è molto diffuso l’OCM Vino. Questo, è il regolamento unico dell’Unione Europea che detta alcune norme riguardanti il settore vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a Fondo perduto assegnati alle aziende. L’OCM Vino prevede diversi finanziamenti erogati a seguito dell’approvazione dei progetti presentati dalle Aziende Agricole partecipanti ai diversi Bandi. Tra questi, l’OCM Vino Promozione Paesi Terzi che permette e facilita l’export dei prodotti attraverso la copertura fino all’80% del progetto. È stato interessante scoprire come, questo regolamento utilizzato a pieno ritmo dal 2014, segua un iter ben preciso e, per la maggiore rispettato, grazie all’intervento puntuale dall’AGEA, Organo di Controllo che si occupa dell’erogazione delle somme e dell’eventuale riscossione dei capitali non utilizzati o, se utilizzati, non conformi alle Spese Ammesse (specificate nel Bando). La durata di questi progetti va da uno ad un massimo di tre anni e possono riguardare solo le attività conferenti la Promozione nel Paesi Terzi, dove ovviamente le PMI riscontrano barriere all’entrata di vario genere e dove, però, viene riscosso un sempre più alto successo; per cui sono previste forme di agevolazione alle PMI nella possibilità di costituire Associazioni Temporanee o Consorzi in essere fino al termine dei progetti. Per poter approfondire l’argomento, avendo piena consapevolezza della realtà delle PMI vitivinicole, vengono svolte interviste a soggetti scelti con accurata attenzione. Per poter comprendere le dinamiche della norma dell’OCM Vino vengono prese le testimonianze della Assovini e dell’azienda individuale alcamese “Vino Lauria”. La Assovini in forma di RTI ha per anni presentato e gestito i progetti con i finanziamenti richiesti ed accordati più elevati, l’intervista ed i documenti concessi dal Dott. Longo e dalla sua collaboratrice portano alla luce i numeri della promozione del vino siciliano all’estero con le percentuali di avanzamento dei progetti ed il trend delle vendite per ogni Paese Extra Europeo in cui è riuscita ad affermarsi. Si contrappone a tale realtà la giovane azienda Vino Lauria, che si è contraddistinta nella compagine della provincia trapanese per i risultati raggiunti nelle vendite e nell’export in breve tempo. L’imprenditore Vito Lauria, con una visione diversa ed innovativa della gestione della PMI vitivinicola, porta avanti progetti che coinvolgono altre piccole aziende del territorio alcamese presentandosi come Capo Fila di Ats negli anni precedenti ed Amministratore di un Consorzio quest’anno. Ha fornito gli allegati alla domanda OCM presentati per l’anno 2018 ed ha raccontato delle difficoltà riscontrate ponendo così l’attenzione sulle criticità della norma che, dall’analisi condotta, può dirsi per la gran parte funzionante ed efficiente nella sua conduzione e gestione. Non è possibile fornire risposte assolute ad un’analisi che dovrebbe essere costante negli anni a venire per permettere un miglioramento della norma e per permettere alle nuove aziende vitivinicole di conoscere le possibilità che l’Europa predispone. Se ne parla spesso di aiuti finanziari dall’Europa infatti, però, con superficialità; con un’accezione facilista che sottintenda assunti erronei del tipo: “i finanziamenti dall’Europa sono soldi facili, senza rischi, senza obblighi”. Chissà perché, restano nella memoria di chi li pone come oggetto di conversazione solo le parole che seguono le percentuali coperte dai finanziamenti, ovvero: 80% - 70% - 50% “a fondo perduto”. Il dubbio che permane è: Chi ne parla in giro, a meno che non sia un professionista del settore, ha davvero letto il Bando del Finanziamento in questione? Con finanziamento a fondo perduto non s’intende certo un pozzo di denaro senza fondo a cui attingere per il finanziamento dei propri progetti. Dietro all’ottenimento di tali finanziamenti vi è un lavoro di programmazione attraverso l’attività di budgeting e di studio attento delle norme, è necessaria la formazione delle nuove generazioni e delle vecchie, per un’omogeneità nella corretta gestione di tali finanziamenti poiché solo in questo modo si possono raggiungere risultati competitivi importanti. Sfruttare sì i capitali erogati dall’Ue ma in modo Intelligente. Si potrebbero redigere altri elaborati sul concetto di Crescita Intelligente tanto perseguito dalla Nuova Programmazione, potrebbero essere riportati molti altri progetti Europei finalizzati a questo, ma perché non iniziare dal settore primario e dal settore che, volente o dolente, si pone alla base dell’economia italiana che, si auspica, possa crescere al termine del periodo di programmazione in corso.
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