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Tesi etd-11172015-162617


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
STILLITANO, GEMMA ALESSANDRA
URN
etd-11172015-162617
Title
I finanziamenti dei soci nelle s.r.l.
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Teti, Raffaele
Parole chiave
  • corretto finanziamento
  • capitale
  • sottocapitalizzazione
  • prestiti postergati
Data inizio appello
09/12/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La tesi si propone di analizzare la disciplina dei finanziamenti dei soci nelle s.r.l., introdotta dalla riforma del diritto societario (d.lgs. 6/2003). <br>Il lavoro muove dall’esigenza di verificare quale sia la funzione che questo strumento svolge nell’attività di impresa e quali siano gli interessi che il legislatore ha voluto tutelare con una previsione espressa.<br>Un simile approfondimento ha richiesto, nel primo capitolo, la ricostruzione della feconda elaborazione dottrinale e giurisprudenziale nel dibattito pre-riforma, che ha avuto il merito di creare il fertile sostrato per l’attuale normativa, nonché lo studio del fenomeno dei prestiti dei soci nelle discipline affini. <br>Le riflessioni del secondo capitolo si concentrano sull’individuazione dello scopo e della portata dell’art. 2467 c.c., quale disposizione cardine in materia, e sugli aspetti problematici che dalla norma emergono.<br>Infine, il terzo capitolo, dopo aver esaminato il fenomeno dei finanziamenti infragruppo, espressamente disciplinato nell’art. 2497-quinquies c.c., passa ad analizzare il problema della responsabilità del creditore non socio per abusivo finanziamento dell’impresa, nonché dell’estensione della disciplina dei finanziamenti ai tipi sociali diversi dalla s.r.l.<br>Lo studio ha suggerito, altresì, l’occasione per ripercorrere alcuni nuclei teorici del diritto delle società: a) il rapporto tra capitale e finanziamento; b) la corretta gestione imprenditoriale da parte degli amministratori; c) la moderna gestione della crisi di impresa.<br>Nell’analisi di tutti i profili teorici menzionati, il punto di osservazione prescelto rompe con la tradizione, perché propone una nuova visione dell’istituto che lo colloca, non in una fenomenologia sospetta da sanzionare, ma tra gli strumenti di patrimonializzazione dell’attività d’impresa. Questo mutamento di prospettiva ha prodotto una molteplicità di vantaggi, in quanto ha consentito di risolvere una pluralità di aspetti problematici sollevati dall’istituto.<br>
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