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Tesi etd-11092015-115534


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
COVIELLO, ANTONIO
URN
etd-11092015-115534
Title
I distretti industriali italiani: sviluppi teorici ed evidenze empiriche. Il caso dei distretti del capannorese.
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Commissione
relatore Prof. Mangani, Andrea
Parole chiave
  • distretti industriali
  • PMI
  • neoistituzionalismo
  • industria cartaria
  • settore calzaturiero
Data inizio appello
30/11/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La presente tesi affronta l’analisi teorica e l&#39;evoluzione storica dei distretti industriali italiani, ovvero quei raggruppamenti organizzati di piccole imprese, spesso a gestione familiare e di matrice artigianale, che producono beni dalle caratteristiche specifiche e contraddistinte da un forte legame con il territorio e la comunità.<br>Nel primo capitolo si effettua un excursus dei concetti principali alla base delle teorie delle organizzazioni, ed in particolare dell&#39;impresa, utili per compiere un&#39;analisi completa ed esaustiva dei processi che portano all&#39;origine dei distretti industriali, delle loro caratteristiche e peculiarità. Prendendo spunto da autori come Marco Bellandi, Rosanna Nisticò, Mario Morroni, Salvatore Brusco e Giacomo Becattini, considerato uno dei massimi esperti nello studio dei distretti industriali, verranno utilizzati come strumento di analisi essenzialmente le teorie della corrente economica neoistituzionalista, attorno alle quali si sviluppa la moderna teoria dell&#39;impresa, ponendo l&#39;accento sull&#39;importanza che rivestono i costi di transazione all&#39;interno delle organizzazioni economiche.<br>Nel secondo capitolo si analizza il vero oggetto di questo lavoro, ovvero i distretti industriali, concentrandosi principalmente sulla realtà italiana che rappresenta la realtà distrettuale per antonomasia. Attraverso un quadro teorico e storico si mettono in luce tutti i fattori di competitività che hanno contraddistinto questa particolare forma di organizzazione produttiva, permettendo la formazione di quell&#39;”effetto distretto” in grado di far ottenere economie di scala esterne all&#39;impresa ma interne al distretto. Si evidenziano, inoltre, i fattori di criticità emersi da questo modello, acuitisi soprattutto dopo l&#39;ingresso nel mercato dei paesi emergenti che producono a bassi costi di manodopera, e negli ultimi anni di crisi economica.<br>Nel terzo capitolo si analizzano due distretti particolari, situati entrambi nella Piana di Lucca e nello specifico sul territorio del comune di Capannori: il distretto calzaturiero ed il distretto cartario. Il primo presenta quasi tutte le caratteristiche tipiche per quanto riguarda la struttura e l&#39;organizzazione distrettuale che ne hanno determinato il successo nei momenti di splendore ma anche una certa fragilità in seguito alla crisi economica e alla concorrenza dei paesi asiatici. Il secondo, che presenta una matrice maggiormente industriale, trainato da alcune grandi imprese in grado di emergere tra le multinazionali del settore, è riuscito anno dopo anno a mantenere un livello di crescita costante, fino a diventare una delle realtà industriali più importanti d&#39;Italia e d&#39;Europa.
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