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Tesi etd-11012011-095748


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC5
Author
MARZO, CINZIA
URN
etd-11012011-095748
Title
FARMACOLOGIA PRECLINICA E CLINICA DI AXITINIB, UN NUOVO ANGIOCHINASI INIBITORE
Struttura
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA
Commissione
relatore Dott. Bocci, Guido
Parole chiave
  • antiangiogenesi
  • inibitori tirosin chinasi
  • VEGF
  • Axitinib
Data inizio appello
16/11/2011;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
16/11/2051
Riassunto analitico
La chemioterapia classica ha rappresentato per molti anni l’unica strategia terapeutica farmacologica nelle neoplasie in fase avanzata. Una migliore conoscenza degli eventi molecolari coinvolti nella progressione tumorale e delle caratteristiche delle cellule tumorali ha consentito di identificare le cause del fallimento terapeutico della chemioterapia. Il controllo farmacologico dell’angiogenesi ha rappresentato un nuovo approccio terapeutico nel trattamento dei tumori, dal momento che lo sviluppo patologico dei vasi è una fase critica della crescita tumorale. L’inibizione dell’angiogenesi presenta diversi vantaggi rispetto alla classica chemioterapia: bersaglio biologico specifico, bassa tossicità sistemica e difficile comparsa di fenomeni di resistenza. Tra i farmaci antiangiogenici più avanzati vi sono quelli che bloccano la funzione proangiogenica di VEGF (vascular endothelial growth factor), un fattore di crescita che ha un ruolo determinante nell’angiogenesi fisiologica e patologica. Axitinib è un potente inibitore (ATP competitivo) della tirosin-chinasi del recettore VEGFR1, 2, e 3 e anche un debole inibitore del PDGFR-β. In studi di fase II ha mostrato attività, sia da solo che in combinazione con altri farmaci, in un ampio raggio di tipologie tumorali tra cui il carcinoma renale cellulare avanzato , il cancro alla tiroide, il cancro polmonare non a piccole cellule. Messo a confronto con altri agenti antiangiogenici simili attualmente in studio, axitinib sembra un inibitore VEGFR molto più potente e selettivo e ciò contribuisce concretamente alla sua attività clinica e alla sua tollerabilità.
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