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Tesi etd-10102018-162226


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
CROCE, ROSARIO
email address
rosario.croce@sns.it
URN
etd-10102018-162226
Title
Esperienza del mondo e soggettività nella logica trascendentale di Husserl
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Commissione
relatore Prof. Ferrarin, Alfredo
correlatore Costa, Vincenzo
Parole chiave
  • dottrina della scienza
  • wisseschaftslehre
  • Weltbezogenheit
  • orizzonte
  • mondo
  • esperienza antepredicativa
  • metalogica
  • filosofia della logica
  • evidenza della chiarezza
  • chiarezza
  • sintesi passive
  • passività
  • logica epistemologica
  • mondo della vita
  • Weltlogik
  • mathesis universalis
  • Husserl
  • logica
  • logica trascendentale
  • soggettività trascendentale
  • fenomenologia trascendentale
  • fenomenologia genetica
  • genealogia della logica
  • estetica trascendentale
  • logica della verità
Data inizio appello
12/11/2018;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
12/11/2021
Riassunto analitico
Nel presente lavoro analizzo e discuto alcuni temi centrali della tarda filosofia di Husserl in tema di logica, e segnatamente di chiarificazione e fondazione della logica formale, con particolare riferimento all’opera del 1929 "Formale und transzendentale Logik". Il filo conduttore che unisce le varie riflessioni di questo lavoro è rappresentato dall’idea di un riferimento al mondo (Weltbezogenheit) della logica; quest’idea è centrale secondo Husserl per il compimento di una chiarificazione della logica: mettere in luce questo riferimento è il risultato della logica della verità (cap. 1); comprenderlo criticamente come presupposto nascosto, da chiarire a partire dalla sua origine, è il compito di una logica trascendentale (cap. 2); analizzare la struttura essenziale del concetto di mondo e dell’esperienza di esso è, infine, il tema un’estetica trascendentale (cap. 3).
Nel primo capitolo cerco di indicare quale sia secondo Husserl il compito logico specificatamente filosofico, quindi cerco di individuare la linea di demarcazione fra matematica e filosofia in tema di logica. Decisive a questo riguardo sono le distinzioni fra conseguenza e verità (e quelle correlative fra distinzione e chiarezza, e fra senso e verità) e l’individuazione delle “questioni di verità” come problemi logici di esclusiva competenza del filosofo.
Nel secondo capitolo mostro come il problema della verità conduca all’introduzione di una prospettiva soggettiva di tipo trascendentale. Per far questo, cerco di mettere in luce il nesso che lega fra di loro il tema dell’evidenza di chiarezza, quello del riferimento al mondo della logica, e infine quello della soggettività trascendentale. Giungo da ultimo a una determinazione dei contenuti, dei compiti e del metodo di una logica trascendentale.
Il terzo e ultimo capitolo è dedicato, infine, alle nozioni di esperienza e di mondo e all’idea di un’estetica trascendentale, che secondo Husserl costituisce il primo livello di indagine di una logica trascendentale. Il suo scopo è duplice: da un lato cerco di mostrare in che modo il ritorno a una soggettività non equivalga affatto a una riduzione a un soggetto senza mondo; sarà utile a questo scopo il confronto con Kant e Hume, che rappre-sentano secondo Husserl due figure decisive di una ‘storia della filosofia trascendentale’ (§ 3.1); dall’altro, viene posto in questione il rapporto fra la pre-datità del mondo e la costituzione passiva della soggettività (§ 3.2). L’analisi della produzione di senso nella sfera passiva farà emergere come la critica di Husserl all’idea di una soggettività già data sia radicale: non c’è soggetto se non nella genesi, se non nell’attività mediante cui essa costituisce se stessa e il mondo . Ritornare dalla logica al mondo, comprendere la Weltbezogenheit della logica in una prospettiva trascendentale, significa in definitiva comprendere la parallela e concomitante genesi del-la soggettività e del mondo (come orizzonte di senso).
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