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Tesi etd-10082016-184258


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BROTTO, ALICE
URN
etd-10082016-184258
Title
The Death of Ancient Egyptian Gods: Terminological and Semantic Analysis of Literary Evidence
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
ORIENTALISTICA: EGITTO, VICINO E MEDIO ORIENTE
Commissione
relatore Prof.ssa Betrò, Maria Carmela
Parole chiave
  • dead gods - dei morti
  • life and death - vita e morte
  • religion - religione
  • Ancient Egypt - Antico Egitto
Data inizio appello
07/11/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
This paper consists in the exploration of ancient Egyptian literary sources from the Old Kingdom to the Graeco-Roman Period dealing with divine death. First of all, a distinction between death by violence and natural death is necessary and, in regard to the latter, the possibility of gods growing old is discussed. Next to Osiris – the dead god pas excellence – and the sun god, the instances of other gods are examined and they are in particular those of Apophis, Seth, Shu, Geb, Horus, the Ogdoad, the Ennead of Edfu, and the ancestor gods of Esna. Besides, additional evidence deals with unnamed gods, minor gods, gods in general and gods as a whole. According to the context, divine death might be referred to more or less indirectly by means of euphemisms and periphrases, but, in other instances, even slightly more explicitly. Grammar forms, along with some of the terms employed, prove that divine death was conceived as something real by the Ancient Egyptians. In this regard, the thematic approach and the chronological investigation of literary evidence reveals that the violent aspect of divine death, predominant in the earliest sources, lost most of its strength with time passing by. The meaning of a god’s death is different from an instance to another and acquires a different connotation as a consequence of the circumstances and of the literary genre to which the concerned source belongs.<br><br>Il presente studio prende in esame le fonti letterarie antico-egiziane che trattano della morte degli dei in un arco cronologico che si estenede dall’Antico Regno fino all’epoca Greco-Romana. È necessaria innanzitutto una distinzione tra una morte violenta e una di tipo naturale e, a proposito di quest’ultima, viene discussa la possibilità che gli dei siano soggetti all’invecchiamento. Accanto ad Osiri, il dio morto per eccellenza, e al dio sole, vengono esaminati gli esempi di altre divinità e in particolare quelli costituiti da Apophis, Seth, Shu, Geb, Horus, dall’Ogdoade, dall’Enneade di Edfu, e dalle divinità antenate di Esna. Inoltre, ulteriori evidenze trattano di dei senza nome, divinità minori, esseri divini in generale, e divinità nel loro complesso. A seconda del contesto, una morte divina può essere affrontata più o meno indirettamente, attraverso l’uso di eufemismi e perifrasi, ma anche in maniera più esplicita. Le forme grammaticali, così come alcuni dei termini impiegati, dimostrano che gli antichi egiziani concepivano la morte divina come qualcosa di reale. A questo proposito, l’approccio tematico e cronologico alle fonti testuali rivela come l’aspetto violento delle morti divine, predominante nelle fonti più antiche, perda la sua importanza con il passare del tempo. Il significato della morte di un dio cambia da un caso all’altro, acquisendo una connotazione diversa in conseguenza delle circostanze e del genere letterario cui appartiene la fonte testuale in questione.
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