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Tesi etd-10022016-153009


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
BECHI GENZANO, CAMILLO
URN
etd-10022016-153009
Title
La Sostituzione beta-cellulare nel diabete mellito tipo 1
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Marchetti, Piero
Parole chiave
  • trapianto di isole pancreatiche
  • trapianto di pancreas
  • diabete mellito tipo 1
  • sopravvivenza organo
  • sopravvivenza pazienti
Data inizio appello
25/10/2016;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Il diabete mellito tipo 1 è una malattia metabolica cronica che si associa ad alta morbilità e mortalità. Nonostante i continui miglioramenti nella gestione della terapia medica, quest'ultima non può essere sicuramente considerata la ottimale sostituzione della funzione beta-cellulare. Due sono i tipi di trapianto che, a fronte di simili problematiche per ciò che concerne la terapia immunosoppressiva, ambiscono a tale ruolo: il trapianto di pancreas e il trapianto di isole pancreatiche.
Nella nostra esperienza sono stati trattati 62 pazienti con trapianto di pancreas isolato (PTA) e, a seguito di un follow-up di 10 anni, la sopravvivenza dei pazienti è risultata essere del 91.9%, mentre la sopravvivenza degli organi, intesa come insulino-indipendenza, è stata del 55.1%. Nei soggetti in cui si è conservata la funzionalità dell'organo, la normalizzazione dei profili glicemici è stata mantenuta attraverso tutto il periodo di osservazione (come testimoniato dai livelli medi ottenuti di HbA1C (5.6%±0.5)), grazie al ripristino di una fisiologica secrezione di insulina da parte delle beta-cellule pancreatiche, documentata dai valori di peptide-C plasmatici medi registrati (2.76±0.9ng/ml). I nostri dati non solo confermano, ma addirittura migliorano sensibilmente quelli provenienti dall'IPTR (International Pancreas Transplant Registry) sul PTA.
I risultati disponibili in letteratura sul trapianto di sole isole pancreatiche indicano invece come la percentuale di insulino-indipendenza media raggiunta a seguito di tale procedura sia intorno al 40% a 3 anni ed i due tipi di trapianto non appaiono quindi al momento equiparabili.
In definitiva, attualmente, il trapianto di pancreas, forte di una solidità clinica ben dimostrata, rappresenta la migliore soluzione per la sostituzione beta-cellulare. Il PTA però, al contrario di quanto accade per l'SPK (trapianto combinato di rene-pancreas) nel paziente sia diabetico sia uremico, non è da proporre a tutti i pazienti con diabete mellito tipo 1 ma solo ad una piccola porzione di essi, ed in particolare a coloro che presentano un diabete instabile o complicanze d'organo avanzate, in assenza di alterazioni significative della funzionalità renale. L'utilità di tale procedura in questo gruppo di soggetti è ben esemplificato dall'analisi del Survival Benefit of Solid-Organ Transplant in the United States, secondo cui la sopravvivenza mediana a seguito di PTA è risultata essere di 14.5 anni, contro i 7.8 anni dei pazienti in lista di attesa.
Le conclusioni su quale potrà essere in futuro il tipo di trapianto in grado di sostituire in maniera migliore la funzione beta-cellulare potrebbero comunque non rimanere le stesse, a causa della più alta morbilità chirurgica dell'intervento di trapianto di pancreas e delle diverse prospettive di cui potrebbero avvalersi le due tipologie di trapianto.
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