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Tesi etd-09302018-001842


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
SELENICA, ROMINA
URN
etd-09302018-001842
Title
"Digital PCR e mutazione V600E di B-RAF: esperienza nei linfomi cutanei"
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Petrini, Mario
relatore Prof. Romanelli, Marco
relatore Prof.ssa Galimberti, Sara
Parole chiave
  • V600E di B-RAF
  • linfomi cutanei
  • Digita PCR
Data inizio appello
16/10/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La cute presenta la sede di localizzazione primitiva e secondaria dei linfomi Non-Hodking’s. I linfomi primitivi cutanei rappresentano ancora oggi, nonostante la recente riclassificazione da parte della WHO, una malattia eterogenea dal punto di vista clinico, patogenetico ed evolutivo, con un ampio profilo di risposta ai trattamenti e di prognosi a lungo termine. Per la scelta e la risposta al trattamento è da sottolineare come, nella maggior parte dei casi, una gestione ottimale dei pazienti abbia richiesto un approccio multidisciplinare (dermatologia, ematologia e radioterapia.)
L’obiettivo di questa tesi è stato effettuare una valutazione, pur se retrospettiva, della casistica di soggetti affetti da linfomi cutanei giunti all’osservazione delle Unità Operative di Dermatologia ed Ematologia tra il Gennaio 2010 ed il Dicembre 2017. Dei campioni valutabili abbiamo stimato la sopravvivenza e quella libera da malattia e correlato l’outcome a lungo termine con le caratteristiche cliniche ed istologiche, in relazione alle diverse tipologie di trattamento.
Per quanto concerne la parte sperimentale di laboratorio, abbiamo voluto testare la presenza della mutazione V600E di B-RAF nei campioni di linfoma cutaneo inclusi in paraffina (FFPE) presso l’Anatomia Patologica III dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Lo studio mutazionale è stato condotto con una metodica innovativa, la digital droplet PCR, tecnica idonea alla identificazione delle mutazioni puntiformi, che si sta affermando sempre di più anche nel panorama delle patologie ematologiche.
Dal nostro studio, per quanto retrospettivo e condotto su un numero limitato di pazienti, sono emersi alcuni rilevanti aspetti di interesse:
1) ha mostrato risultati demografici e clinici (riposte al trattamento, sopravvivenze) in linea con i dati della letteratura;
2) la ricerca della mutazione V600 E di B-RAF condotto su campioni inclusi in paraffina (FEPE), come noto, sovente fornisce materiale di scarsa qualità e ampiamente degradato, e risultato negativo in tutti i campioni da noi analizzati. Questa criticità è stata considerata per determinare la quantità di materiale di partenza, necessario per un opportuno numero di molecole target. La ricerca è stata effettuata con la tecnica di ddPCR, che risulta essere una metodica sensibile ed efficiente, nella rilevazione delle mutazioni BRAF;
3) con questo studio abbiamo voluto evidenziare ancora una volta l’importanza di un approccio multidisciplinare nella gestione del paziente affetto da linfoma cutaneo. Nel nostro caso, le Unità Operative di dermatologia, anatomia patologica, ematologia e radioterapia hanno collaborato per la riuscita del trattamento, con notevoli vantaggi anche per il paziente che poteva quindi contare su scelte e decisioni condivise, il tutto nell'ottica di una medicina moderna sempre più “personalizzata”.
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