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Tesi etd-09282015-160618


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
MASINELLI, FRANCESCA
URN
etd-09282015-160618
Title
Fisiopatologia della funzionalità tiroidea del neonato pretermine VLBW: aspetti diagnostici, terapeutici e follow-up
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Boldrini, Antonio
correlatore Dott. Ghirri, Paolo
Parole chiave
  • ritardata elevazione del TSH
  • ipotiroxinemia
  • iodio
  • neonato pretermine
Data inizio appello
20/10/2015;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
RIASSUNTO ANALITICO


Si definisce pretermine il neonato che nasce prima che siano state completate le 37 settimane di gestazione.
Fra le diverse patologie associate alla nascita prematura, troviamo le alterazioni della funzionalità tiroidea.
L’importanza della patologia tiroidea va senz'altro attribuita al ruolo insostituibile che la tiroide svolge nello sviluppo dell'individuo, in particolar modo in quello del sistema nervoso.
Due sono i quadri di alterata funzionalità tiroidea peculiari del neonato pretermine:
• l’ipotiroxinemia della prematurità
• la ritardata elevazione del TSH
L’ipotiroxinemia della prematurità è una condizione patologica che interessa specificamente i pretermine di età inferiore alle 32 settimane di gestazione, con una prevalenza di oltre il 50% in quelli che nascono prima della 28ª settimana.
L'ipotiroxinemia, caratterizzata da valori transitoriamente bassi di T4, associati a valori normali di TSH, è una condizione tipica delle prime due settimane di vita, che tende poi a regressione spontanea nell'arco di alcune settimane.
La sua eziologia è multifattoriale: l'interruzione del passaggio transplacentare degli ormoni materni, l'immaturità dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, le patologie extratiroidee, l'utilizzo di farmaci (in particolar modo la dopamina, la caffeina, gli steroidi) e il deficit di iodio agiscono in concerto nella genesi di questa condizione.
Diversi studi hanno dimostrato un'associazione negativa fra bassi livelli di ormoni tiroidei alla nascita e compromissioni del neurosviluppo.
Tuttavia non ci sono ancora indicazioni chiare sulla necessità o meno di trattare i neonati con ipotiroxinemia transitoria.
Altra condizione caratteristica del neonato pretermine è l'elevazione ritardata del TSH.
In questo caso, allo screening iniziale il neonato presenta valori di T4 normali o bassi e valori di TSH entro i limiti della norma, con una tendenza del TSH ad incrementare poi durante la seconda settimana di vita.
Sembra importante ridurre il cut-off del TSH (sino a 6 mIU/l) dello screening neonatale, per permettere una diagnosi precoce di questa forma di disfunzione tiroidea e instaurare un trattamento adeguato, ove necessario.
Non si conosce l'eziologia di questa condizione; non si sa se si tratti di un'alterazione legata all'immaturità della tiroide oppure di una forma transitoria o permanente di ipotiroidismo; è noto però che la carenza o l'eccesso di iodio, conseguente all’impiego di disinfettanti iodati, sono fattori causali di elevazione tardiva del TSH nei pretermine.

Gli obiettivi principali del nostro studio sono stati: la valutazione della funzionalità tiroidea in un gruppo di neonati pretermine di peso molto basso (VLBW); l'analisi dei fattori di rischio associati allo sviluppo di alterazioni della funzionalità tiroidea; la valutazione delle correlazioni tra le alterazioni della funzionalità tiroidea e l’outcome neurologico ed auxologico nel primo anno di vita; l’incidenza di ipotiroxinemia e ritardata elevazione del TSH che hanno richiesto un trattamento con L-tiroxina; l’elaborazione di interventi assistenziali finalizzati a ridurre la frequenza delle alterazioni della funzionalità tiroidea nel neonato pretermine e a migliorare l’outcome neonatale a distanza.
Abbiamo arruolato 139 neonati pretermine di E.G. ≤ 32 settimane e/o peso ≤ 1.500 grammi ricoverati presso l'U.O. di Neonatologia della AOUP.
Nel nostro studio abbiamo riscontrato un'incidenza di ipotiroxinemia del 2,16% (3 casi) e un'incidenza di elevazione ritardata del TSH del 17,27% (24 casi).
Non abbiamo riscontrato alcuna correlazione significativa fra i valori di fT4 e i parametri auxologici alla nascita e alla dimissione, l'essere SGA alla nascita e l'EUGR alla dimissione.
Abbiamo invece osservato che i livelli di fT4 durante il secondo mese di vita risultavano significativamente più bassi (p < 0,05) nei bambini che erano stati trattati con dopamina.
Per quanto riguarda il TSH, abbiamo osservato che i neonati SGA per la lunghezza, durante il primo mese di vita, avevano valori significativamente più elevati (p < 0,01) rispetto ai neonati non SGA.
Inoltre elevati livelli di TSH durante il primo mese di vita correlavano negativamente con il peso (sia espresso in grammi sia considerato come valore di z-score) alla dimissione (p < 0,01).
Nel secondo mese di vita, valori elevati di TSH correlavano negativamente sia con i valori di z-score per il peso (p < 0,04) sia con i valori di z-score per la circonferenza cranica (p < 0,02) alla dimissione.
Inoltre abbiamo trovato una correlazione negativa fra elevati valori di TSH ed EUGR per il peso (p <0,03) e la lunghezza (p < 0,01).
Abbiamo infine riscontrato che la differenza fra i livelli di TSH, più alti nel gruppo EUGR per la circonferenza cranica, si avvicinava alla significatività (p < 0,08) nei pretermine di E.G. < 30 settimane.
Analizzando l'outcome neurologico, abbiamo notato che i bambini che non avevano acquisito le abilità indagate (movimenti Fidgety, stazione seduta e deambulazione rispettivamente a 3, 6 e 12 mesi di età corretta) avevano avuto durante il secondo mese di vita livelli di TSH più alti rispetto ai bambini che avevano raggiunto tali obbiettivi, ma la differenza non è risultata significativa.
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