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Tesi etd-09262011-123031


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
VOLPE, GIANMARCO ARTURO
URN
etd-09262011-123031
Title
Aterosclerosi, malattia sistemica: comportamenti clinici nei pazienti con patologie vascolari polidistrettuali
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Balbarini, Alberto
relatore Dott. Buttitta, Flavio
Parole chiave
  • trattamento
  • aterosclerosi
  • polidistrettualità
Data inizio appello
18/10/2011;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
18/10/2051
Riassunto analitico
Lo scopo del nostro lavoro è stato di rilevare l’iter terapeutico dei ricoverati negli ultimi 5 anni presso la chirurgia vascolare della nostra Università al fine di proporre degli algoritmi terapeutici nei pazienti con malattia carotidea, arteriopatia obliterante degli arti inferiori o aneurisma dell’aorta addominale in fase chirurgica e contemporaneo severo interessamento di almeno un altro distretto vascolare.<br><br>Casistica e metodologia. Nel nostro studio sono stati analizzati retrospettivamente i dati relativi a 2491 pazienti (1847 maschi e 644 femmine, età media 72 ± 6.6 , range 38-95) sottoposti ad intervento chirurgico per stenosi carotidea, aneurisma dell&#39;aorta addominale o arteriopatia obliterante degli arti inferiori presso l&#39;U.O. Chirurgia Vascolare dell&#39;Università degli Studi di Pisa tra gennaio 2007 e luglio 2011.<br>In tutti i pazienti venivano eseguiti preliminarmente all’intervento studio eco color Doppler dei vasi cerebro-afferenti e valutazione cardiologica (ECG e visita cardiologica).<br>Un approccio di questo tipo ha permesso di identificare nei pazienti candidati ad intervento di chirurgia vascolare la contemporanea presenza di malattia a carico di altri distretti vascolari.<br><br>Risultati. Dei 2491 pazienti inclusi nella nostra casistica 1065 presentavano stenosi carotidea mono o bilaterale emodinamicamente significativa, 628 aneurisma dell’aorta addominale e 798 arteriopatia obliterante degli arti inferiori. <br>Dei 1065 pazienti con stenosi carotidea emodinamicamente significativa 19 (1,8%) presentavano una ulteriore patologia vascolare severa (12 pazienti con coronaropatia, 5 pazienti con aneurisma dell’aorta addominale e 2 pazienti con arteriopatia obliterante degli arti inferiori in fase di ischemia critica).<br>Nei 628 pazienti con aneurisma dell’aorta addominale un coinvolgimento polidistretuale di severa entità veniva riscontrato in 17 (2,7%) pazienti (11 pazienti con coronaropatia, 4 pazienti con stenosi carotidea severa e 2 pazienti con arteriopatia obliterante degli arti inferiori in fase di ischemia critica).<br>I 798 pazienti con arteriopatia obliterante degli arti inferiori presentavano in 27 casi (3,4%) una ulteriore contemporanea patologia vascolare severa (14 pazienti con coronaropatia, 8 pazienti con aneurisma dell’aorta addominale e 5 pazienti con stenosi carotidea severa).<br>Nei 12 pazienti con stenosi carotidea emodinamicamente significativa e contemporanea coronaropatia in 11 casi è stata data la priorità alla rivascolarizzazione miocardica (4 pazienti sottoposti a PCI, 7 a by-pass aorto-coronarico) in un paziente con stenosi carotidea severa bilaterale veniva, invece, eseguito intervento di TEA carotidea e di rivascolarizzazione miocardica nella stessa seduta operatoria dando la precedenza all’intervento di TEA (trombo-endo-arteriectomia) carotidea.<br>Nei 5 pazienti affetti da stenosi carotidea emodinamicamente significativa ed aneurisma dell’aorta addominale in 4 casi le due patologie venivano trattate nella stessa seduta operatoria dando la precedenza all’intervento di TEA carotidea; mentre in 1 caso l’intervento di TEA carotidea veniva eseguito in una seduta operatoria dedicata e comunque sempre prima dell’intervento di aneurismectomia.<br>In 2 pazienti con contemporaneo severo interessamento dei vasi carotidei e necessità di by-pass periferico i due interventi venivano effettuati nella stessa seduta operatoria dando comunque la precedenza all’intervento di TEA carotidea.<br>Negli 11 pazienti affetti da aneurisma dell’aorta addominale e contemporanea severa coronaropatia la rivascolarizzazione miocardica (5 pazienti sottoposti a PCI, 6 a by-pass aorto-coronarico) ha sempre preceduto l’intervento di aneurismectomia.<br>Analogamente nei 4 pazienti con aneurisma dell’aorta addominale e contemporanea stenosi carotidea severa la rivascolarizzazione carotidea ha sempre preceduto l’intervento di aneurismectomia.<br>Nei 2 pazienti affetti da aneurisma dell’aorta addominale ed arteriopatia obliterante degli arti inferiori in fase chirurgica l’intervento di aneurismectomia è stato eseguito prima della rivascolarizzazione periferica.<br>Nei pazienti con arteriopatia obliterante degli arti inferiori e coronaropatia (14 casi) l’intervento di rivascolarizzazione miocardica (10 pazienti sottoposti a PCI, 4 a by-pass aorto-coronarico) veniva sempre eseguito per primo. <br>In contemporanea presenza di arteriopatia obliterante degli arti inferiori e di aneurisma dell’aorta addominale (8 pazienti) in 1 caso veniva eseguito prima l’intervento di aneurismectomia, nei rimanenti 7 pazienti veniva effettuato un intervento contemporaneo.<br>Infine, in 5 pazienti con arteriopatia obliterante degli arti inferiori e stenosi carotidea severa veniva eseguito intervento contemporaneo in 3 pazienti, mentre in 2 casi le carotidi venivano trattate per prime.<br><br>Conclusioni. Nei pazienti con malattia aterosclerotica polidistrettuale ed indicazione all’esecuzione di intervento in due o più distretti vascolari non esistono, al momento, studi randomizzati su casistiche sufficientemente ampie, pertanto le linee guida sull’argomento sono ancora limitate.<br>Sarebbe, quindi, buona norma rivascolarizzare, in prima istanza, il distretto che presenta l’alterazione più significativa e che potrebbe determinare complicanze perioperatorie più gravi (infarto, Stroke).<br>Ogni caso può rappresentare una realtà individuale che il chirurgo e i consulenti medici devono interpretrare sulla base dell’esperienza maturata dal chirurgo stesso, dal medico interventista e dall’anestesista.<br>Sicuramente è fondamentale una stretta collaborazione e consultazione tra i diversi operatori (chirurgo, medico interventista, anestesista).
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