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Tesi etd-09252003-121603


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Bruni, Sandro
email address
s.bruni@libero.it
URN
etd-09252003-121603
Title
Le rocce ignee della valle del Rio Genoa-Senguerr e della catena del Cerro San Bernardo, Chubut, Argentina.
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE GEOLOGICHE
Commissione
relatore Prof. D'Orazio, Massimo
Parole chiave
  • Ridge-trench collision
  • Patagonia
  • basalti alcalini
Data inizio appello
17/10/2003;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
17/10/2043
Riassunto analitico
Le rocce ignee della valle del Rio Genoa-Senguerr e della catena del Cerro San Bernardo, Chubut, Argentina<br><br><br>RIASSUNTO<br>La presente tesi ha avuto come oggetto lo studio delle rocce ignee cenozoiche affioranti in Patagonia centrale, nella regione Río Genoa-Senguerr/Cerro San Bernardo (Sarmiento, Chubut, Argentina). Tali rocce sono situate in una posizione di retroarco rispetto alla cordigliera Andina e si trovano a nord-est dell’attuale Punto Triplo del Cile. Al fine di determinarne l’origine, sono stati descritti sia i prodotti emessi che il contesto tettonico nel quale queste rocce ignee si inseriscono.<br>La realizzazione di questa tesi ha implicato la seguente attività sperimentale svolta dal candidato:<br>- Campionatura eseguita nel mese di febbraio 2003;<br>- Esecuzione di 45 sezioni sottili per indagine petrografica;<br>- Determinazione del contenuto in elementi maggiori di 29 campioni tramite XRF;<br>- Determinazione del contenuto in elementi in traccia di 16 campioni tramite ICP-MS;<br>- Inoltre su 5 sezioni lucide, utilizzando il microscopio elettronico a scansione (SEM), sono state determinate le composizioni delle fasi presenti (oltre 190 misure).<br><br>Tutti i dati raccolti sono stati elaborati con lo scopo di determinare la composizione, le condizioni termobarometriche e le modalità di fusione della sorgente coinvolta nella genesi di tali prodotti magmatici e, inoltre, confrontando i dati originali di questa tesi con quelli presenti in letteratura, si è cercato di capire come il magmatismo delle zone studiate si inserisca nel complesso quadro geodinamico della zona di retroarco Sudamericana.<br>L’utilizzo delle datazioni radiometriche pubblicate ha messo in evidenza come questa zona sia stata interessata negli ultimi 25 Ma da almeno due eventi magmatici alcalini: il primo (24-17 Ma) ha interessato la catena del Cerro San Bernardo e ha portato alla messa in posto di numerosi, anche se non estesi, plateau basaltici; e un secondo( 4-2 Ma), esclusivo della valle del Rio Genoa-Senguerr, rappresentato da spatter cones dai volumi modesti e piccole colate laviche.<br>Petrograficamente tutte le rocce studiate sono estremamente omogenee e mostrano tessiture porfiriche con fenocristalli di olivina e più raramente di clinopirosseno (augite titanifera); in pasta di fondo si osservano sempre clinopirosseno, plagioclasio, olivina e Ti-magnetite ed in alcuni campioni anche ilmenite e feldspato alcalino; inoltre sono comuni xenocristalli di olivina, clinopirosseno, ortopirosseno e Cr-spinello; questi derivano dalla disgregazione di noduli ultrafemici mantellici che frequentemente si trovano come inclusi nelle lave e negli spatter dei coni della valle del Rio Genoa-Senguerr.<br>L’estrema omogeneità petrografica che caratterizza questi prodotti non rispecchia la loro ampia variazione chimica; infatti, utilizzando gli elementi maggiori è possibile distinguere cinque serie magmatiche con contenuti e rapporti tra alcali completamente differenti.<br>Chimicamente sono distinguibili 6 campioni decisamente subalcalini (tre basalti tholeiitici, e tre andesiti basaltiche), quattro basalti transizionali, e 19 prodotti alcalini (basaniti, basalti alcalini, trachibasali); inoltre, considerando i rapporti tra potassio e sodio e i contenuti in potassio delle rocce alcaline si riesce ad individuare almeno tre serie di rocce distinte: la Alcalina Sodica, la Alcalina Potassica e il campione del Cerro Ante (PA388, cono di scorie molto prossimo alla Cordigliera) che mostra contenuti e rapporti K/Na molto maggiori.<br>Generalmente le rocce studiate sono molto primitive con alti valori di Mg# (raramente &lt; 60).<br>Con i dati ricavati con il metodo ICP-MS sono stati costruiti spider-diagrams che hanno messo in evidenza come tutti i campioni, ad eccezione del PA388, abbiano un andamento omogeneo con un picco in corrispondenza di Ta e Nb e frazionamenti delle REE compatibili con granato nel residuo solido.<br>Il campione PA388, invece, mostra un pattern degli incompatibili completamente differente con una profonda fossa in corrispondenza del Ta e Nb, contenuti in LILE estremamente alti (Th, U, Rb &gt; di 200 volte rispetto ai contenuti del pirolite di McDonough et al .,1995) e un alto frazionamento delle REE.<br>I dati raccolti inoltre sono stati utilizzati per discriminare temperature e profondità di genesi di questi magmi e le modalità di fusione della sorgente. <br>Con studi petrogenetici si è stabilito che pur trattandosi di prodotti primitivi <br>c’è stato frazionamento di olivina e un trascurabile frazionamento di Cpx, e che le differenze geochimiche osservate possono essere spiegate ipotizzando profondità e modalità di fusione differenti di una comune sorgente lherzolitica a granato.<br>Le caratteristiche geochimiche delle vulcaniti studiate, ad eccezione del campione PA388, sono tipiche dei magmi intra-placca di tipo OIB e non mostrano nessuna sostanziale differenza con il magmatismo di retroarco della Patagonia meridionale; il campione PA388, invece, può essere messo in relazione con bassi gradi di fusione parziale di una sorgente fortemente metasomatizzata ed idratata da fluidi derivanti dallo slab in subduzione.<br>Analizzando il moto relativo della placca continentale Sudamericana e delle placche oceaniche, Antartica, Farallon (paleo-Nazca) e Nazca, che hanno interagito con essa negli ultimi 30 Ma è stato possibile costruire un modello che spiega in funzione dell’apertura di finestre astenosferiche nello slab in subduzione sia il magmatismo Miocenico superiore che quello Mio-Pliocenico.<br> <br> CANDIDATO:<br> Sandro Bruni<br>
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