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Tesi etd-09242013-104241


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
VADI, GIULIA
URN
etd-09242013-104241
Title
Le cadute nel paziente anziano: ruolo della terapia farmacologica. Studio osservazionale prospettico.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Monzani, Fabio
Parole chiave
  • anziani
  • caduta
  • terapia farmacologica
Data inizio appello
15/10/2013;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
15/10/2083
Riassunto analitico
La patologia iatrogena rappresenta una frequente causa di accesso al Pronto Soccorso (PS); due studi prospettici italiani, uno condotto all’Ospedale S. Carlo Borromeo a Milano e l’altro multicentrico, hanno mostrato che la percentuale di accessi in PS per reazioni avverse ai farmaci (ADR) rappresenta circa il 2-5% di tutte le cause. Risultati simili sono stati osservati in studi nazionali ad internazionali. La Reazione Avversa ad un farmaco, definita con la sigla ADR (“Adverse Drug Reaction”), è una “reazione nociva e non intenzionale, ad un medicinale impiegato alle dosi normalmente somministrate all’uomo a scopi profilattici, diagnostici o terapeutici o per ripristinarne, correggerne o modificarne le funzioni fisiologiche” (D.lgs. 219/2006). La probabilità di sviluppare una reazione avversa aumenta nei soggetti poli-trattati, in particolare nella popolazione anziana, dove il numero medio di farmaci assunti per soggetto è di circa 3-6 al giorno. Inoltre, i soggetti anziani sono più predisposti a sviluppare effetti avversi: infatti le modificazioni cardiovascolari, renali, gastrointestinali ed epatiche, e i cambiamenti nella composizione corporea, correlate all’invecchiamento, influenzano la concentrazione, il metabolismo e l’eliminazione dei farmaci. La caduta rientra nella definizione di ADR, quando vi è stretta correlazione fra l’assunzione del farmaco e la caduta stessa; i farmaci più frequentemente associati a cadute e fratture sono alcune classi di psicofarmaci, gli antiipertensivi, i diuretici e i FANS. Tra gli altri numerosi fattori di rischio: il diabete, fattori muscolo-scheletrici, alterazioni dell’equilibrio e dell’andatura, fattori neuro-psicologici e l’ipotensione ortostatica. Le cadute e le complicazioni che a queste conseguono, costituiscono la quinta causa di morte nei paesi sviluppati, oltre a rappresentare uno dei più rilevanti problemi della sanità e della spesa pubblica, ed una delle principali cause di morbilità e disabilità nella popolazione anziana. Sebbene modesti cambiamenti della funzione di mantenimento posturale rientrino nel processo di invecchiamento fisiologico, si stima che il 60% dei casi di caduta siano attribuibili a fattori multipli, moltissimi dei quali potenzialmente modificabili; i pazienti necessiterebbero quindi di un’approfondita valutazione del rischio e di strategie di intervento a carattere multifattoriale. Alcune evidenze suggeriscono come vi sia una sovrapposizione tra sincope e cadute nel paziente anziano; ad esempio, nel soggetto anziano affetto da sindrome del seno carotideo, spesso l’unico sintomo riferito è la caduta preceduta o meno da capogiro. Oltre a questo, nel paziente anziano con disturbi della postura e del cammino, un episodio pre-sincopale, dovuto ad esempio ad un’ipotensione di modesta entità, può essere causa di caduta.
SCOPO DELLO STUDIO: Il presente studio è stato condotto nel Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP) dal 1/06/2012 al 31/05/2013 con i seguenti scopi: i) stimare la prevalenza di cadute accidentali (precedute o meno da vertigini o da ipostenia), sincopi e pre-sincopi (e le eventuali cadute a queste secondarie) nei soggetti anziani (≥65anni) afferenti al DEA; ii) confrontare in termini di parametri demografici e clinici tale popolazione con un gruppo di controllo, rappresentato da soggetti di età ≥65 anni, afferenti al DEA per cause diverse dalla caduta; iii) valutare il possibile ruolo della terapia farmacologica, in particolare le principali classi di psicofarmaci, in termini di rischio di cadute.
I dati di questa tesi sono stati estratti dallo studio prospettico, osservazionale, su 1149 pazienti di età ≥ a 65 anni, afferenti al DEA della AOUP. Sono stati esclusi dallo studio: i) i soggetti afferenti al PS per motivi programmati (esami strumentali, consulenze etc.); ii) i soggetti non in grado di fornire il consenso e senza un tutore legale; iii) soggetti per i quali non è stata ottenuta un’adeguata raccolta dati; iiii) soggetti inquadrati come codici rossi e bianchi. I pazienti arruolati in questo studio sono stati intervistati direttamente al triage da un Geriatra e da un Farmacologo, che hanno raccolto un’attenta anamnesi farmacologica e clinica, e dopo l’intervista è stata eseguita la valutazione delle potenziali correlazioni tra il motivo dell’accesso e reazioni note mediante la consultazione delle banche dati Micromedex® e Farmadati®. Sono state inoltre individuate le principali cause delle cadute: accidentali (precedute o meno da ipostenia o vertigini) e cadute secondarie a pre-sincopi e sincopi (vasovagali, situazionali, ipotensive, cardiogene e iatrogene); e i più comuni farmaci assunti sono stati suddivisi in alcune categorie principali: antiipertensivi, farmaci per l’ipertrofia prostatica, farmaci ipoglicemizzanti, anticoagulanti orali, farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (questi ultimi ulteriormente suddivisi in: antidepressivi, benzodiazepine, antipsicotici, ipnoinducenti e analgesici oppioidi/oppiacei). Abbiamo infine raggruppato la popolazione in studio in base all’età (1° gruppo: pazienti con età ≤75 anni; 2° gruppo: età ≥ 76 e ≤ 85; 3° gruppo (età ≥ a 86 anni) e alla comorbidità (1° gruppo: pazienti con un numero di patologie croniche ≤ 3; 2° gruppo: pazienti con numero di patologie croniche > 4).
La caduta accidentale risulta essere il primo motivo d’accesso al pronto soccorso (15,2% dei pazienti), seguita dalle patologie polmonari (13,4%), le patologie gastrointestinali (13,1%), i disturbi neurologici (9,0%) e la sincope (6,9%). Il nostro studio conferma come i soggetti anziani assumano una polifarmacoterapia (il 60,4% dei pazienti assumeva 5 o più farmaci, media 5,8±3,3); e come la caduta accidentale rappresenti la causa più frequente di accesso al DEA, in linea con i più recenti dati epidemiologici.
Lo studio documenta come il sesso femminile, un’età più avanzata e le patologie osteo-articolari siano associate ad un maggior rischio di caduta. All’analisi multivariata, l’assunzione di benzodiazepine rappresentava il più importante fattore di rischio per cadute accidentali nei “grandi vecchi” (età >85 anni), seguito dagli ipnoinducenti. Al contrario, nei soggetti di età <85 anni, l’assunzione sia di benzodiazepine che di ipnoinducenti e antipsicotici si associava ad un incremento significativo del rischio di cadute secondarie a sincope e pre-sincope.
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