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Tesi etd-09172014-105045


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
STRADI, CHIARA
URN
etd-09172014-105045
Title
LA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI DELLA DIRIGENZA PUBBLICA
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Vuoto, Salvatore
Parole chiave
  • d.lgs. n. 150/2009
  • misurazione e valutazione
  • performance
  • merito e premialità
  • commissione per la valutazione la trasparenza e l'
  • organismi indipendenti di valutazione
Data inizio appello
10/10/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Nell’ultimo quarto del Novecento, in Europa e nei Paesi extraeuropei di democrazia occidentale, il tema della misurazione e valutazione della performance ha assunto un ruolo di assoluta centralità nell’ambito dei processi di riforma delle amministrazioni pubbliche. In Italia, non diversamente che altrove, questi strumenti hanno le loro radici, da una parte, nella crisi finanziaria dello Stato e nelle esigenze di risanamento della finanza pubblica; dall’altra nella profonda insoddisfazione per la qualità e, in molti casi la quantità, dei servizi pubblici resi in rapporto ai loro costi e per la scarsa efficacia delle politiche pubbliche con conseguente perdita di fiducia nella capacità di soddisfare i bisogni espressi dalla comunità amministrata. E’ in questo contesto che è maturato l’intento riformatore del Ministro Renato Brunetta, delegato alla Funzione Pubblica nel Governo Berlusconi quater, il quale ha cercato di dare nuovo impulso al recupero di efficienza e produttività (e, quindi, complessivamente, di competitività) della P.A. italiana attraverso la messa a punto della legge delega n. 15/2009, cui è stata data attuazione con il d.lgs. n. 150/2009. Le misure introdotte dalla c.d. riforma Brunetta coprono un’area molto ampia di tematiche afferenti in forme diverse all’universo decisionale della dirigenza, dalla trasparenza al processo sanzionatorio, dagli incentivi alla contrattazione collettiva. Ma è soprattutto sulla valutazione dei manager pubblici che si concentrano alcune delle principali innovazioni introdotte dal legislatore. In particolare, l&#39;art. 3, comma 1, del d.lgs. n. 150/2009 sancisce quella che può essere definita la “regola d’oro” del sistema, secondo cui la misurazione e la valutazione della performance sono volte al miglioramento della qualità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni, nonché alla crescita delle competenze professionali, attraverso la valorizzazione del merito e l’erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati della pubblica amministrazione e delle risorse impiegate per il loro perseguimento. Tali principi devono tradursi in una serie di atti applicativi, di competenza delle singole amministrazioni, secondo un percorso predefinito, in coerenza con i contenuti e con il ciclo della programmazione finanziaria e del bilancio: il cosiddetto “ciclo di gestione della performance”. Prendono attivamente parte al ciclo di gestione della performance, oltre al vertice politico-amministrativo e alla dirigenza, i nuovi Organismi indipendenti di valutazione, cui compete la proposta di valutazione annuale dei dirigenti di vertice, e l’inedita figura della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (ora ANAC), organo centrale al quale sono attribuite prevalentemente funzioni di indirizzo e di controllo.<br><br>
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