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Tesi etd-09062019-092445


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
BOCCACCIO, CHIARA
URN
etd-09062019-092445
Title
Studio della componente staminale delle metastasi nel linfonodo sentinella in pazienti con carcinoma mammario precoce
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Dott. Scatena, Cristian
correlatore Prof. Naccarato, Antonio Giuseppe
Parole chiave
  • cancer stem cells
  • sentinel lymph node
  • breast cancer
  • CD44
  • cellule staminali tumorali
  • linfonodo sentinella
  • Carcinoma della mammella
  • CD44
Data inizio appello
24/09/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
24/09/2089
Riassunto analitico
Introduzione: il trattamento del carcinoma mammario precoce, ovvero che non si è diffuso oltre la mammella e i linfonodi ascellari, richiede la combinazione di approcci locali e sistemici e la prognosi a lungo termine è fortemente determinata dallo stato dei linfonodi ascellari. Tramite la biopsia del linfonodo sentinella (LS) è possibile evitare di sottoporre inutilmente la paziente a dissezione ascellare quando il LS è negativo. Tuttavia, approssimativamente il 40-60% delle pazienti con LS positivo risultano avere linfonodi non sentinella (LNS) negativi dopo aver effettuato la dissezione ascellare. Su queste basi, uno studio giapponese del 2011 ha dimostrato che la positività del LNS è associata non solo ad alcuni dei parametri del tumore (grado istologico e dimensioni), ma anche alla presenza di cellule metastatiche nel LS con fenotipo staminale (CD44+/CD24-), anche dette cellule staminali tumorali (in inglese, cancer stem cells, CSCs). La terapia indirizzata alle CSCs potrebbe essere in grado di ridurre la massa tumorale, inibire la progressione del tumore e superare la resistenza terapeutica comunemente osservata in risposta alle terapie convenzionali per il cancro.
Scopo della tesi: Lo scopo del progetto è, in primo luogo, valutare l’esistenza di un fenotipo staminale nelle cellule delle metastasi dei LS. In secondo luogo, sarà studiata l’eventuale associazione della componente staminale con le caratteristiche clinicopatologiche del tumore primitivo, con le dimensioni delle metastasi dei LS e con il coinvolgimento metastatico dei LNS. In terzo luogo, verranno valutate le associazioni dei parametri clinicopatologici del tumore primitivo sia con le dimensioni delle metastasi dei LS che con il coinvolgimento metastatico dei LNS. Infine, sarà studiata l’associazione tra questi ultimi due parametri.
Materiali e metodi: sono state arruolate 54 pazienti con diagnosi di carcinoma mammario precoce e linfonodi sentinella metastatici e sottoposte a chirurgia conservativa e dissezione ascellare (afferite al Centro Clinico di Senologia dal 01/01/2008 al 31/12/2011). Per ciascuna paziente sono stati consultati i referti per recuperare i dati anatomopatologici riguardanti il numero di LS positivi e il coinvolgimento metastatico dei LNS del cavo ascellare. Sono stati quindi selezionati ed esaminati 55 sezioni colorate con ematossilina-eosina relative ai LS per misurare le dimensioni delle metastasi che sono state stratificate per dimensioni in 4 gruppi. Le corrispondenti inclusioni in paraffina sono state raccolte e sezionate per essere analizzate con metodica immunoistochimica. Per individuare e quantificare le CSCs sono stati utilizzati i marcatori di staminalità CD44, CD24, ALDH1 e NANOG.
Risultati: La percentuale media dell’espressione di CD44 è stata del 52,6%, quella di ALDH1 del 18,5%, quella di CD24 del 5% (nei 9 campioni analizzati). L’espressione di NANOG è risultata negativa in tutti i campioni. Nelle metastasi dei LS è stata trovata una correlazione diretta tra l’espressione di CD44 e l’espressione di ALDH1 (r=0,285, p=0,035). Tumori di alto grado sono risultati meno ricchi di cellule CD44+ rispetto a quelli di grado intermedio (p=0,003), mentre tumori con sottotipo luminale A sono risultati più ricchi di cellule CD44+, rispetto ai tumori basal-like, luminali B ed HER2 positivi, rispettivamente (p=0,002). Tuttavia, l’espressione di CD44 non ha mostrato associazione statisticamente significativa né con il numero di metastasi dei LNS né con il diametro delle metastasi del LS. Sia il grado istologico che il sottotipo molecolare sono risultati significativamente associati con il numero di metastasi nei LNS. L’espressione di ALDH1 non ha mostrato associazione statisticamente significativa con nessuno dei parametri valutati, tranne che con l’espressione di CD44.
Conclusioni: Questo studio si colloca tra i pochi che hanno analizzato l’espressione dei marcatori di staminalità nel linfonodo sentinella invece che nel tumore primitivo. Le cellule risultate positive alle colorazioni immunoistochimiche sono verosimilmente CSCs, data la correlazione diretta tra l’espressione di CD44 e quella di ALDH1. Si suppone che la maggior espressione di CD44 nei LS di pazienti con tumori più differenziati sia dovuta al suo ruolo nel mantenere le interazioni intercellulari e tra le cellule e la matrice extracellulare, caratteristica che poi viene persa se la differenziazione è minore. La maggior espressione di CD44 nei tumori luminali A potrebbe risiedere nel fenomeno della dormienza, che tra l’altro, spiegherebbe come mai le recidive di questo sottotipo si verifichino dopo molti anni di follow-up. Una gestione più appropriata della DA potrebbe derivare dal fatto che, in presenza di LS positivo, sia tumori di alto grado che HER2 positivi determinino un maggior numero di metastasi nei LNS.
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