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Tesi etd-09032014-110258


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
BERNARDINI, AZZURRA
URN
etd-09032014-110258
Title
Analisi morfometrica della papilla ottica in pazienti affetti da malformazione di Chiari
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Figus, Michele
Parole chiave
  • OCT
  • fibre nervose retiniche
Data inizio appello
23/09/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
RIASSUNTO ANALITICO<br>La malformazione di Chiari I (CMI) è una malattia rara caratterizzata dalla discesa delle tonsille cerebellari attraverso il forame magno all’interno del canale cervicale. Spesso la CMI è associata a siringomielia. Il meccanismo di sviluppo di quest’ultima è attribuito alle variazioni di pressione causate dalla parziale ostruzione dello spazio subaracnoideo a livello del forame magno occupato dalle tonsille discese. La comparsa dei sintomi della CMI avviene solitamente in età adulta ed è collegata alla presenza di cavità siringomielica e/o alla compressione delle strutture nervose alla giunzione cervico-midollare da parte delle tonsille erniate. Il sintomo d’esordio più frequente è la cefalea suboccipitale, riportata nell’81% dei pazienti e classicamente esacerbata dalle manovre di Valsalva. Altre manifestazioni cliniche includono disturbi oculari, otoneurologici, del tronco encefalico e del midollo spinale. I sintomi oculari sono caratterizzati da episodi di visione offuscata, fotofobia, diplopia, dolore retro-orbitale e disturbi del campo visivo e avvengono nel 78% dei pazienti. Nonostante l’elevata percentuale di questa associazione, le caratteristiche neuroftalmologiche dei pazienti con CMI non sono state investigate molto e in Letteratura si trovano pochi studi a riguardo. Per quanto riguarda l’esame oculare è possibile trovare il papilledema che costituisce una manifestazione rara, ma conosciuta, della CMI.<br><br>Questo studio ha lo scopo di approfondire le caratteristiche neuroftalmologiche e, in particolare, di osservare la morfologia della testa del nervo ottico (ONH) attraverso la tomografia a coerenza ottica (OCT) di pazienti con CMI confrontati con soggetti sani.<br><br>Sono stati reclutati 22 pazienti con CMI e 22 controlli sani ed è stata analizzata dal punto di vista quantitativo, tramite OCT, la testa del nervo ottico di entrambi gli occhi. È stato calcolato lo spessore medio delle fibre nervose retiniche (RNFL) in entrambi gli occhi; inoltre è stato registrato il valore medio dello spessore per ogni quadrante e per ciascun settore dei quattro quadranti.<br><br>Dall’analisi dei dati è emerso che i pazienti con CMI hanno una riduzione dello spessore del RNFL in entrambi gli occhi. Questa riduzione è statisticamente significativa (P &lt; 0.05) per il quadrante inferiore dell’occhio destro e per ciascun quadrante dell’occhio sinistro eccetto quello nasale. Il sottogruppo di pazienti con CMI associata a siringomielia ha presentato una riduzione dello spessore del RNFL inferiore rispetto ai pazienti con sola CMI. <br>Dei 22 pazienti reclutati, 3 sono stati sottoposti a intervento chirurgico e valutati dal punto di vista oftalmoscopico prima e 3 mesi dopo chirurgia: all’esame OCT non è stata rilevata una riduzione significativa dello spessore del RNFL dopo l’intervento chirurgico. Questo è dovuto, quasi sicuramente, al breve periodo di follow up effettuato.<br><br>In conclusione possiamo affermare che i pazienti con CMI hanno una riduzione dello spessore del RNFL che, molto probabilmente, è dovuta a un progressivo distress delle fibre nervose retiniche. La riduzione dello spessore del RNFL è minore quando la CMI è associata alla siringomielia: ciò è dovuto all’edema della testa del nervo ottico che è più facilmente riscontrabile in questo tipo di pazienti.<br>L’utilizzo dell’OCT per l’analisi della testa del nervo ottico in pazienti con CMI rappresenta uno strumento riproducibile, non-invasivo, ad alta velocità e ad alta risoluzione che può aggiungere informazioni utili, da affiancare ad altre indagini cliniche e neuroradiologiche, per una migliore gestione clinica.<br><br>
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