Thesis etd-09022016-120329 |
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Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
URN
etd-09022016-120329
Thesis title
Effetto dell’attività fisica sulla variabilità della frequenza cardiaca e dell’intervallo QT in atleti di triathlon
Department
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Course of study
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
.
relatore Prof. Galetta, Fabio
Keywords
- cuore d'atleta
- intervallo QT
- triathlon
- variabilità della frequenza cardiaca
Graduation session start date
20/09/2016
Availability
Full
Abstract (Inglese)
Abstract (Italiano)
Una delle problematiche maggiormente dibattute sul cuore d’atleta, caratterizzato dalla ipertrofia miocardica ventricolare cosiddetta fisiologica, è la necessità di una adeguata diagnosi differenziale con le forme patologiche di ipertrofia miocardica ventricolare come la cardiomiopatia ipertrofica o la cardiomiopatia ipertensiva.
Esiste infatti una zona “grigia” di sovrapposizione tra ipertrofia ventricolare sinistra fisiologica e patologica, in cui risulta essenziale andare a rapportare il grado e l’adeguatezza degli adattamenti del sistema cardiocircolatorio di un soggetto praticante una determinata attività sportiva con particolare riferimento all’impegno cardiovascolare e al rischio aritmologico reale o ipotetico. Nella valutazione del rischio aritmico un ruolo importante è rappresentato dalla valutazione del sistema simpatovagale e dall'analisi della durata dell'intervallo QT.
Lo scopo dello studio è stato quello di valutare mediante elettrocardiogramma dinamico delle 24 ore il bilancio simpato-vagale mediante l'analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)e la durata dell’intervallo QT e della QT dispersione in un gruppo di giovani atleti praticanti il triathlon da molti anni a livello agonistico con ipertrofia miocardica confrontandoli con un gruppo di giovani "non atleti" con massa cardiaca normale.
Il presente studio ha confermato negli atleti di triathlon con ipertrofia ventricolare sinistra rispetto al gruppo di controllo valori dell'intervallo QT e della QT dispersione sovrapponibili; viceversa negli atleti si rilevava rispetto al gruppo di controllo un significativo aumento del tono parasimpatico, i cui indici della HRV presentavano una correlazione inversa con la durata dell'intervallo QT, confermando nella ipertrofia miocardica fisiologica una maggiore omogeneità nella ripolarizzazione ventricolare. In conclusione gli indici elettrofisiologici ottenuti confermano una maggiore stabilità elettrica e un ridotto rischio aritmico negli atleti con ipertrofia miocardica fisiologica.
Esiste infatti una zona “grigia” di sovrapposizione tra ipertrofia ventricolare sinistra fisiologica e patologica, in cui risulta essenziale andare a rapportare il grado e l’adeguatezza degli adattamenti del sistema cardiocircolatorio di un soggetto praticante una determinata attività sportiva con particolare riferimento all’impegno cardiovascolare e al rischio aritmologico reale o ipotetico. Nella valutazione del rischio aritmico un ruolo importante è rappresentato dalla valutazione del sistema simpatovagale e dall'analisi della durata dell'intervallo QT.
Lo scopo dello studio è stato quello di valutare mediante elettrocardiogramma dinamico delle 24 ore il bilancio simpato-vagale mediante l'analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)e la durata dell’intervallo QT e della QT dispersione in un gruppo di giovani atleti praticanti il triathlon da molti anni a livello agonistico con ipertrofia miocardica confrontandoli con un gruppo di giovani "non atleti" con massa cardiaca normale.
Il presente studio ha confermato negli atleti di triathlon con ipertrofia ventricolare sinistra rispetto al gruppo di controllo valori dell'intervallo QT e della QT dispersione sovrapponibili; viceversa negli atleti si rilevava rispetto al gruppo di controllo un significativo aumento del tono parasimpatico, i cui indici della HRV presentavano una correlazione inversa con la durata dell'intervallo QT, confermando nella ipertrofia miocardica fisiologica una maggiore omogeneità nella ripolarizzazione ventricolare. In conclusione gli indici elettrofisiologici ottenuti confermano una maggiore stabilità elettrica e un ridotto rischio aritmico negli atleti con ipertrofia miocardica fisiologica.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Tesi_fin...nluca.pdf | 1.20 Mb |
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