ETD

Digital archive of theses discussed at the University of Pisa

 

Thesis etd-08302021-194744


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
ETTORRE, ANNARITA
URN
etd-08302021-194744
Thesis title
Sensibilità ecologica, pensiero e poesia nella produzione angloamericana ottocentesca: Emerson, Thoreau e Wordsworth
Department
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Course of study
LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Supervisors
relatore Prof.ssa Giovannelli, Laura
Keywords
  • transcendentalism
  • trascendentalismo
  • romanticism
  • romanticismo
  • Wordsworth
  • Thoreau
  • Emerson
  • ecocriticism
  • ecocritica
Graduation session start date
27/09/2021
Availability
Withheld
Release date
27/09/2061
Summary
L’Ecocritica – in inglese “Ecocriticism”, “Green (Cultural) Studies” o “Environmental Literature” – è un insieme di approcci critici riferiti alla letteratura, che si afferma negli Stati Uniti tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 del Novecento. Essa ha origine dall’incontro della critica letteraria con la filosofia dell’ambiente e l’ecologia e ha lo scopo di individuare modelli di analisi dei testi letterari a carattere etico-ambientale, indagando sul rapporto uomo-Natura.
Joseph W. Meeker è uno dei primi studiosi a suggerire un approccio “ecologico” alla letteratura, tuttavia, il termine “Ecocriticism” compare per la prima volta nel saggio “Literature and Ecology: An Experiment in Ecocriticism” di William H. Rueckert. Costui si ispira alla prima legge fondamentale dell’ecologia (“everything is connected to everything else”) applicandola anche alla letteratura e ponendo così la questione di un concreto impegno etico, basato su modelli non più antropocentrici. Per lo sviluppo dell’Ecocritica sono fondamentali alcuni testi teorici, tra cui “The Environmental Imagination: Thoreau, Nature Writing and the Formation of American Culture” di Lawrence I. Buell, “The Ecocriticism Reader: Landmarks in Literary Ecology”, a cura di Cheryll Glotfelty e Harold Fromm ed “Ecocriticism” di Greg Garrard.
L’impegno nei confronti dell’ambiente diventa sempre più importante negli ultimi decenni, tanto che ormai si parla di una nuova epoca geologica: l’“Antropocene”. Anche in ambito ecocritico l’interesse si consolida, portando a una specializzazione sempre più articolata e alla nascita di nuovi filoni contigui o complementari, come il “Global Warming Criticism”, il “Geocriticism”, il “Material Ecocriticism” e il “Post-Human Ecocriticism”.
Inizialmente l’Ecocritica si dedica alla rivalutazione della letteratura romantica, in quanto i Romantici – soprattutto in ambito angloamericano – sono i primi, in epoca moderna, a mostrare una sensibilità ecologica. Tale branca è definita “Romantic Ecocriticism”, nota anche come “Romantic Ecology”, “Green Romanticism” o “Enviromanticism” e ha come maggiori teorici Jonathan Bate, Karl Kroeber e Alan Bewell. In particolare, questi studiosi mettono in evidenza come gli autori romantici concepiscono l’unità tra materia e spirito, in un’ottica organicistica e panteistica di cui fa parte anche l’uomo. Inoltre, promuovendo il dialogo uomo-Natura e consapevoli della fragilità degli equilibri naturali, i Romantici si schierano contro l’etica materialistica della Rivoluzione industriale.
Dal punto di vista filosofico, le riflessioni sulla Natura assumono prospettive diverse: dalle visioni meccanicistiche di Galilei, Bacon, Hobbes, Descartes e Newton si passa gradualmente a una concezione più armoniosa della Natura. Filosofi di transizione in tal senso sono Spinoza, Leibniz, Berkeley e Hume fino ad arrivare all’Idealismo kantiano. Tuttavia, è con il movimento dello “Sturm und Drang” che si riscontra una svolta cruciale sull’indagine del rapporto tra uomo e mondo naturale, grazie a figure come Herder, Goethe, Lenz, i fratelli Schlegel, Fichte, Schelling, Hegel e Novalis. A quest’altezza, la Natura è vista come un “Tutto” animato da una forza vitale, l’Assoluto in cui sostanza ed essenza coincidono, in cui le singole parti sono in relazione tra loro in un equilibrio mutevole e in continuo divenire.
Lo “Sturm und Drang” è l’antesignano del Romanticismo, che si diffonde ben presto in tutta Europa, assumendo caratteristiche diverse a seconda del Paese in cui si manifesta. In ambito britannico, l’uscita delle “Lyrical Ballads” (1798) segna l’inizio di una poesia nuova che ha come protagonista prescelto la Natura e tra i principali esponenti William Wordsworth, il “poeta della Natura” per eccellenza. Costui si dedica al genere della pastorale romantica, sottogenere che richiama la pastorale classica, ma in maniera meno idealizzata. Nella sua poesia, l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico nei confronti di tematiche ambientali si unisce al gusto per il sublime, come si evince, ad esempio, in “Written in Very Early Youth”, “Lines Composed a Few Miles above Tintern Abbey, On Revisiting the Banks of the Wye during a Tour. July 13, 1798” e “Nutting”.
Contemporaneamente, in ambito americano si diffonde la corrente del Trascendentalismo, basata sul fermento religioso del Movimento Unitariano, a cui si aggiungono elementi romantici e neoplatonici. In questo contesto, la pastorale sfocia nel “nature writing”, di cui sono esempi il saggio “Nature” di Ralph W. Emerson e “Walden” del suo discepolo Henry D. Thoreau. A tale proposito, il dialogo sinergico con la tradizione wordsworthiana gioca un ruolo di grande importanza, rappresentando senza dubbio un modello da cui partire, per una poesia in cui il paesaggio diventa un valore e il poeta è un profeta ecologico che funge da modello dell’esperienza con l’ambiente.



Ecocriticism, Green (Cultural) Studies or Environmental Literature is a new critical approach to literature that originates in the United States between 1980s and 1990s. It connects literary criticism with environmental philosophy and ecology in order to elaborate models of literary analysis based on environmental ethics and the relationship between man and Nature.
Joseph W. Meeker is the first who suggests an “ecological” approach to literature, although the term “Ecocriticism” previously appears in the essay “Literature and Ecology: An Experiment in Ecocriticism” by William H. Rueckert. He borrows from the first law of ecology (“everything is connected to everything else”) and adapts it to literature, asking for an ethical involvement relying on non-anthropocentric ideals.
Some theoretical books such as “The Environmental Imagination: Thoreau, Nature Writing and the Formation of American Culture” by Lawrence I. Buell, “The Ecocriticism Reader: Landmarks in Literary Ecology” by Cheryll Glotfelty and Harold Fromm, and “Ecocriticism” by Greg Garrard are extremely important for the development of Ecocriticism.
The last decades see the growth of the interest in environmental issues, leading scholars to define the current geological epoch “Anthropocene”. Ecocriticism consolidates as well, therefore new branches of specialization arise, such as Global Warming Criticism, Geocriticism, Material Ecocriticism and Post-Human Ecocriticism.
Initially, Ecocriticism is a reappraisal of Romantic literature, since in the modern Anglo-American environment Romantics are the first to show ecological awareness. This field is known as Romantic Ecocriticism, Romantic Ecology, Green Romanticism or Enviromanticism and its major theorists are Jonathan Bate, Karl Kroeber e Alan Bewell. These intellectuals remark that Romantics believe in the unity of matter and spirit, according to an organicist and pantheistic perspective. Furthermore, Romantics support the interaction between mankind and Nature and raise the concern about Nature’s equilibrium vulnerability. It is with those principles that they oppose the materialist ethics of the Industrial Revolution.
From a philosophical point of view, reflections on Nature change: after the mechanism, typical of Galilei, Bacon, Hobbes, Descartes and Newton, a more harmonious idea of Nature gradually develops. Philosophers of great impact in this direction are Spinoza, Leibniz, Berkeley and Hume together with the Kantian Idealism. Nevertheless, the actual turning point occurs with the Sturm und Drang movement, thanks to the contribution of Herder, Goethe, Lenz, Schlegel brothers, Fichte, Schelling, Hegel and Novalis. By that time, Nature is seen as a “Whole” animated by a vital force, the Absolute where substance and essence overlap, where the single parts are interrelated to create an equilibrium which continually mutates.
The Sturm und Drang is the precursor of Romanticism that shortly spreads all over Europe assuming different features depending on the various countries. In Great Britain, the publication of the “Lyrical Ballads” in 1798 marks the beginning of a new poetry where Nature has a central role and William Wordsworth is the key figure of “the poet of Nature”. He deals with the Romantic pastoral genre, that evocates classical pastoral in a less idealized approach. In his poetry, Wordsworth combines the aim to attract interest for environmental matters with the enthusiasm for the sublime. Some examples are “Written in Very Early Youth”, “Lines Composed a Few Miles above Tintern Abbey, On Revisiting the Banks of the Wye during a Tour. July 13, 1798” and “Nutting”.
Contemporaneously, in the American scene Transcendentalism blossoms. It is closely related to the Unitarianism, besides romantic and neoplatonic influences. Within this context, pastoral turns into nature writing, as in the essay “Nature” by Ralph W. Emerson and “Walden” by his disciple Henry D. Thoreau. In this case, the wordsworthian tradition plays a significant role, representing a starting point for a new poetry where the environment becomes a value, and the poet is an ecological prophet acting as a model of the experience with the environment.

File