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Tesi etd-08232020-190238


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
GRAVA, ILARIA
URN
etd-08232020-190238
Title
IL CHIRURGO PEDIATRA E LA PRESERVAZIONE DELLA FERTILITÀ FEMMINILE: LA CRIOCONSERVAZIONE E IL REIMPIANTO DEL TESSUTO OVARICO.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Spinelli, Claudio
Parole chiave
  • preservazione della fertilità
  • oncofertilità in età evolutiva
  • prelievo del tessuto ovarico
  • crioconservazione del tessuto ovarico
  • trapianto del tessuto ovarico
  • tecniche chirurgiche
Data inizio appello
14/09/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
14/09/2090
Riassunto analitico
Il trattamento delle malattie maligne infantili sta diventando sempre più efficace. Sulla base dei progressi dei farmaci sistemici (chemioterapia, terapia mirata) e della terapia locoregionale (chirurgia, radioterapia), il tasso di sopravvivenza di queste malattie è notevolmente migliorato. La nostra attenzione deve quindi essere rivolta oltre che alla patologia di base anche alla possibilità di ottenere una buona qualità vita futura dei cancer survivor. Tra gli effetti avversi dei trattamenti oncologici rientra l’insufficienza ovarica prematura (POI) con importanti conseguenze fisiche e psicologiche. La POI, nelle pazienti che hanno subito trattamenti oncologici in età prepubere, si associa a mancato raggiungimento della pubertà con assenza dell’induzione dei caratteri sessuali secondari oltre a sterilità iatrogena così come nelle pazienti post-puberi si associa a menopausa precoce e infertilità. Queste conseguenze sottolineano l’importanza delle continue ricerche nell’ambito dell’oncofertilità. Pertanto, è importante offrire un adeguato counseling a queste pazienti di sesso femminile, prima di iniziare una terapia gonadotossica, al fine di preservare la loro fertilità.
Esistono diverse tecniche, ormai convalidate, di protezione della fertilità, capaci di offrire una possibilità realistica di una gravidanza successiva, tra queste abbiamo: la trasposizione delle gonadi prima della radioterapia; la protezione delle gonadi basata su farmaci che utilizzano analoghi dello GnRH; la crioconservazione degli ovociti non fecondati e degli embrioni. Bisogna considerare che anche la tecnica di crioconservazione del tessuto ovarico (OTC), a fronte delle nuove evidenze cliniche, rappresenta un'opzione promettente per le ragazze e le giovani donne. Infatti, dalla prima nascita ottenuta dopo il trapianto di tessuto ovarico, nel 2004 a opera di Donnez, il metodo è stato sempre più utilizzato nella pratica clinica di routine, anche se, sono pochi i rapporti focalizzati sulla tecnica chirurgica del prelievo di tessuto ovarico (OTP) e sui risultati post-operatori del trapianto dello stesso (OTT), soprattutto per quanto riguarda i bambini. Grazie a questa nuova e promettente tecnica, siamo in grado di ripristinare sia la funzione riproduttiva femminile che la funzione endocrina ovarica generale e quindi, di indurre anche la pubertà attraverso; il prelievo chirurgico del tessuto ovarico, la crioconservazione e il successivo reimpianto dello stesso, nelle ragazze che hanno bisogno di chemioterapia o radioterapia e che potrebbero soffrire di tossicità gonadica. Con l'eccezione di alcuni paesi quali Israele, Danimarca e Norvegia, l’OTC rimane una tecnica sperimentale, ma nuovi dati clinici incoraggianti potrebbero indurre a riconsiderare questa designazione in futuro. Il prelievo chirurgico del tessuto ovarico, per la crioconservazione dello stesso; può avvenire in qualsiasi momento del ciclo e non richiede la stimolazione ovarica, può quindi essere eseguito immediatamente senza ritardi nel trattamento antineoplastico e anche nel caso di tumori ormono-sensibili. Non richiede, inoltre, la maturità sessuale rappresentando l'unico metodo di conservazione della fertilità disponibile per le ragazze in età prepuberale, a rischio di POI iatrogena. Il tessuto ovarico viene conservato fino alla guarigione della paziente e viene poi reimpiantato (in sede ortotopica o eterotopica). I siti ortotopici di trapianto sono rappresentati; dall’ovaia residua o da una tasca peritoneale, nella fossa ovarica. Questi, permettono una gravidanza spontanea ma non sono raccomandati nel caso di irradiazione pelvica. I siti eterotopici sono invece numerosi ma, nella maggior parte dei casi, sono rappresentati dalla sede sottocutanea dell’avambraccio o del tessuto addominale.
Il nostro studio si è proposto di valutare la sicurezza e l’efficacia della tecnica chirurgica del prelievo di tessuto ovarico effettuato in età evolutiva. Abbiamo inoltre valutato la qualità e la sicurezza dei campioni ottenuti al fine di crioconservare un tessuto ovarico idoneo al futuro reimpianto. In considerazione delle nostre evidenze e della revisione della letteratura effettuata sia per quanto riguarda il prelievo che per il trapianto del tessuto ovarico, riteniamo di poter e dover incoraggiare l’ampliamento dell’accesso alle tecniche di preservazione di fertilità, in età pediatrica ed evolutiva, per garantire la massima qualità di cura possibile, che tenga conto della qualità della vita futura delle giovani pazienti oncologiche.
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