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Tesi etd-07192018-123138


Thesis type
Tesi di specializzazione (5 anni)
Author
BALDINI, SILVIA
URN
etd-07192018-123138
Title
Morbillo in età pediatrica. Epidemiologia, analisi delle complicanze e confronto tra le Aree vaste della regione Toscana (anni 2013-2018).
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
PEDIATRIA
Commissione
relatore Prof. Peroni, Diego
correlatore Dott. Bertelloni, Silvano
Parole chiave
  • Toscana
  • vaccinazioni
  • complicanze
  • morbillo
Data inizio appello
08/08/2018;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
08/08/2021
Riassunto analitico
Premessa. Il morbillo è una malattia esantematica, altamente contagiosa e diffusiva. Nonostante la disponibilità, da oltre 50 anni, di un vaccino sicuro ed efficace, tale malattia rimane, a livello globale, un’importante causa di morbilità e mortalità anche per le sue frequenti e serie complicanze. Per quanto riguarda la Regione Europea, il “Global Measles and Rubella Strategic Plan: 2012-2020” (OMS, 2012) aveva l’obiettivo di raggiungere l’eradicazione del morbillo, unitamente alla rosolia, entro la fine del 2015. Purtroppo tale traguardo non è stato raggiunto, a causa di livelli di copertura vaccinale subottimali. In tale contesto, l’Italia continua ad essere una delle nazioni a più alta diffusione di questa malattia.<br>Scopi dello studio. Scopo principale di questa tesi è stato quello di descrivere l’epidemiologia del morbillo in età pediatrica in Toscana nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno 2018. Scopi secondari sono stati: valutare la frequenza di complicanze in relazione alla fascia di età e al genotipo virale; confrontare la situazione epidemiologica dell’Area Vasta Toscana Nord Ovest rispetto alle altre Aree Vaste della regione; descrivere la casistica di pazienti con morbillo ricoverati presso la U.O. Pediatria dell’AOUP nel periodo considerato, per valutare gli eventuali indici di gravità che hanno determinato il ricovero.<br>Pazienti. Sono stati inclusi tutti i casi di morbillo in età pediatrica (0-18 anni) notificati alle ASL di competenza della regione Toscana nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno 2018.<br>Metodi. Per ciascun paziente, come previsto dal “Sistema di sorveglianza integrata morbillo-rosolia”, è stata compilata l’apposita scheda di sorveglianza, che ha fornito le seguenti informazioni: dati anagrafici, stato vaccinale, origine del contagio, dati clinici e di laboratorio, outcome e classificazione finale del caso. Tra il 4° e il 10° giorno dall’esordio della sintomatologia è stata inoltre eseguita la ricerca degli anticorpi specifici contro il morbillo e raccolto un campione di urine e/o di saliva per la ricerca e la genotipizzazione virale. Tali informazioni sono state quindi trasmesse alla Regione ed inserite in un’apposita piattaforma web, da cui sono stati estratti i dati analizzati nel presente studio.<br>Risultati. Dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2018 sono stati segnalati in Toscana 617 casi di morbillo di cui 162 (26,3%) hanno interessato l’età pediatrica (incidenza di 28 casi/100.000 minori). Il maggior numero di casi si è registrato nell’anno 2017 (n=89; 54,9%). Il 60,5% (n=98) dei casi ha interessato il sesso maschile. L’84,6% dei pazienti era di nazionalità italiana, il 5,6% di origine jugoslava e il 4,3% macedone. L’età media era di 5,6 5,5 anni (range 7 giorni–17.6 anni). Il 15,4% (n=25) dei pazienti aveva meno di 1 anno di età, il 38,3% (n=62) tra 1 e 4 anni, il 35,2% (n=57) tra 5 e 14 anni e l’11,1% (n=18) più di 14 anni. 137 pazienti (84,6%) non erano stati vaccinati, 23 (14,2%) avevano ricevuto una sola dose di vaccino, 2 (0,2%) entrambe le dosi. Dei 153 casi (94,4%) di cui era nota l’informazione, 146 (95,4%) erano casi autoctoni e 7 (4,6%) importati. Nei 63 casi in cui è stata eseguita la genotipizzazione virale, B3 è risultato il più diffuso (n=39; 61,9%), seguito da D8 (n=23; 36,5%) e D4 (n=1; 1,6%). Il 33,3% dei pazienti (n=54) ha presentato almeno una complicanza. Tra queste la più frequente è stata la diarrea (n=22; 13,6%), seguita dalla stomatite (n=20; 12,3%), dalla polmonite (n=15; 9,3%) e dall’otite (n=11; 6,8%). Non è emersa alcuna differenza significativa tra la frequenza di complicanze nelle fasce di età prese in esame (A: 36% vs B: 37,1% vs C: 26,3% vs D: 38,9%; p=NS). La frequenza di complicanze nei pazienti con genotipo B3 (51,3%; n=20) era significativamente maggiore (p=0,032) di quella riscontrata nei pazienti con infezione da genotipo D8 (21,7%, n=5). La percentuale di ospedalizzazione è stata del 43,2% (n=70). La percentuale di pazienti ricoverati variava in modo significativo nelle diverse fasce di età (A: 68% (n=17) vs B: 51,6% (n=32) vs C: 22,8% (n=13) vs D: 38,9% (n=7); p&lt;0,0003). <br>Il maggior numero di notifiche è stato registrato nell’Area vasta Toscana Nord Ovest (43,2% dei casi totali, incidenza di 37 casi/100.000 minori), seguita dall’Area Toscana Centro (38,6% dei casi, incidenza 24 casi/100.000 minori) e dall’Area vasta Toscana Sud Est (18,5% dei casi, incidenza 24 casi/100.000 minori). All’interno dell’Area vasta Toscana Nord Ovest, il maggior numero di casi si è osservato nella ex ASL Pisana (52,9% dei casi dell’area, incidenza 70 casi/100.000 minori). Nell’Area Nord Ovest e Centro i genotipi riscontrati erano B3 (Nord Ovest: 88%, n=22; Centro: 51,5%, n=17) e D8 (Nord Ovest: 12%, n=3; Centro: 48,5%, n=16), mentre nell’Area Sud Est sono stati riscontrati il genotipo D8 (80%, n=4) e D4 (20%, n=1). La percentuale di pazienti non vaccinati con età superiore ai 24 mesi nell’Area vasta Toscana Nord Ovest era significativamente maggiore rispetto a quella osservata nell’Area Centro (Nord Ovest: 71% (n=44) vs Centro: 46,8% (n=22); p=0,0170), mentre non differiva da quella dell’area Sud Est (78,6%, n=22). La frequenza di complicanze nell’Area vasta Nord Ovest è risultata significativamente maggiore rispetto a quella osservata nell’Area Centro (Nord Ovest: 50% (n=35) vs Centro: 14,5% (n=9): p&lt;0,0001) e maggiore, seppur non in modo significativo (p=NS) rispetto a quella riscontrata nell’Area Sud Est (33,3%, n=10). La frequenza di ospedalizzazione nell’Area vasta Nord Ovest è risultata significativamente maggiore rispetto all’Area Sud Est (Nord Ovest: 50% (n=35) vs Sud Est: 23,3% (n=7); p=0,039) e maggiore, seppur non in modo non significativo (p=NS) rispetto a quella riscontrata nell’Area Centro (43,6%, n=27).<br>Nel periodo analizzato sono stati ricoverati presso il reparto di degenza della U.O. Pediatria dell’AOUP 20 pazienti con morbillo, di cui 9 (45%) nell’anno 2014. L’età media del campione era di 3,0 3,5 anni. Il 65% (n=13) dei pazienti era di nazionalità italiana, il 30% macedone (n=6) e il 5% tunisina (n=1). In 2 pazienti (10%) è stato ipotizzato un contagio per via nosocomiale. Il 70% dei casi (n=14) ha presentato almeno una complicanza; tra queste le più frequenti erano la polmonite (n=8; 40%) e la laringotracheobronchite (n=7; 35%). In nessun paziente è stata somministrata vitamina A a fini terapeutici. La durata media della degenza ospedaliera è stata di 6,5 3,5 giorni (range 3-18 giorni).<br>Conclusioni. Nel periodo 2013-2018 la Toscana ha presentato un’ampia diffusione di morbillo in età pediatrica con caratteristiche epidemiologiche e cliniche che hanno rispecchiato quelle osservate nel resto della nostra nazione e negli altri paesi dell’UE/SEE in cui la malattia è ancora endemica. <br>Non sono emerse differenze significative nella frequenza di complicanze per fascia di età, mentre si è osservata una maggior frequenza di complicanze nei pazienti che presentavano infezioni dal genotipo virale B3, risultato che necessita tuttavia di un adeguato approfondimento alla luce delle scarse conoscenze relative alla diversità biologica dei diversi genotipi virali.<br>All’interno della regione, il maggior numero di notifiche ed il maggior tasso di incidenza sono stati riscontrati nell’Area vasta Toscana Nord Ovest, in cui la maggior percentuale di pazienti non vaccinati di età superiore ai 24 mesi lascia ipotizzare una maggior diffusione di movimenti “no vax”. In tale area è stata inoltre riscontrata una maggior frequenza di complicanze e conseguentemente una maggior frequenza di ospedalizzazione.<br>L’analisi della casistica di pazienti ricoverati per morbillo presso il reparto di degenza della U.O. Pediatria di Pisa suggerisce che l’età inferiore e la presenza di complicanze respiratorie possano aver rappresentato fattori di rischio per l’ospedalizzazione. Il riscontro di casi di contagio per via nosocomiale, ha infine evidenziato l’importanza del rispetto delle misure di controllo delle infezioni in Ospedale ed in particolare in Pronto Soccorso.<br>
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