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Tesi etd-07032015-150623


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
FAVARO, TAMARA
URN
etd-07032015-150623
Title
La disciplina dei mercati digitali: profili regolatori versus poteri antitrust
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof.ssa Passalacqua, Michela
Parole chiave
  • public-private enforcement
  • microsoft
  • mercato rilevante
  • mercati digitali
  • IP
  • intel
  • google
  • beni digitali
  • antitrust
  • regolazione
Data inizio appello
20/07/2015;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
20/07/2018
Riassunto analitico
La cosiddetta “Economia Digitale” sta radicalmente trasformando il mondo in cui viviamo. L’intreccio sempre più indissolubile tra globalizzazione e sviluppo dell’high tech determina cambiamenti che erano prima impensabili: a mutare non sono solo i rapporti all’interno dell’economia, ma le sue stesse regole.<br>In particolare, l’invenzione del computer, lo sviluppo delle reti telematiche, l’irrefrenabile espansione di internet e dei suoi servizi hanno permesso la comparsa dei nuovi beni digitali, che stanno silenziosamente prendendo il posto dei beni materiali: l’“internet delle cose” sta stravolgendo i tradizionali modelli di business.<br>I mercati digitali sono soggetti ad una rapida evoluzione tecnologica che altera la struttura dei mercati, trasformando i vecchi e creandone di nuovi. La velocità è richiesta non solo nella creazione di nuovi prodotti, ma anche nella riduzione significativa dei costi di produzione. A causa di tali fattori, nuovi prodotti e nuovi concorrenti emergono costantemente, mentre altri paiono scomparire da un giorno all’altro.<br>Questa “distruzione creatrice” di schumpeteriana memoria rende i mercati altamente dinamici e, come tali, difficilmente regolabili: si sta assistendo ad una vera e propria Rivoluzione Digitale, che sottopone a nuove sfide la tradizionale politica antitrust. &#34;Network Industries, without question, have become the major antitrust battleground of our contemporary fin de siècle&#34;.<br>Alla luce di questi imprevedibili e repentini cambiamenti, la Commissione Europea e la Federal Trade Commission Americana sono costrette ad interrogarsi sull’attuale adeguatezza dei tipici poteri antitrust, nati sì per fronteggiare una Rivoluzione, ma quella industriale. Possono quindi ritenersi tuttora idonei a regolare le emergenti piattaforme digitali, dove la concorrenza va tutelata “per” il mercato prima ancora che “nel” mercato?<br>In realtà, è la stessa necessità di un intervento pubblico in siffatta economia ad essere messa in discussione. Date le peculiari caratteristiche di questi mercati così dinamici, l’intervento antitrust viene ritenuto non solo non necessario, bensì talvolta addirittura dannoso: riducendo gli incentivi all’innovazione, ridurrebbe a sua volta anche il benessere dei consumatori.<br>Ma innovazione e politica antitrust sono davvero così antitetiche? Quale grado e quale tipo di intervento possono garantire una maggiore efficienza competitiva ad un settore in così rapida evoluzione? <br>Le Network Industries pongono sfide del tutto nuove al Public Enforcement, costringendo le autorità di regolamentazione a tener conto di fattori che non giocano un ruolo significativo nei mercati più tradizionali.<br>Tuttavia, i competition enforcers e i policy makers americani ed europei continuano ad adottare un approccio prettamente “tradizionalista”, ritenendo che i profili anticoncorrenziali originati dai rapidi sviluppi di internet non siano poi così nuovi; eppure, se si esaminano da vicino i casi concreti ad oggi vagliati dalle suddette Autorità, si evince chiaramente che l’antitrust assume in questo contesto compiti di regolazione preventiva, anziché meramente ex post.<br>Nel primo capitolo di questo lavoro vengono indagati la natura, i caratteri e la particolare rilevanza del concetto di Economia Digitale. Viene ripercorsa l’evoluzione storica del concetto di New Economy, descrivendo gli strumenti di politica europea predisposti dalla Commissione per la realizzazione del Mercato Unico Digitale. <br>Nel secondo capitolo viene analizzata la natura dei Beni Digitali, che offre spunti particolarmente utili anche ai fini della trattazione successiva; vengono inoltre definite le caratteristiche peculiari dei mercati digitali e le loro implicazioni di politica antitrust. <br>Il terzo capitolo prende in esame alcuni casi recentemente vagliati dalle Autorità antitrust europee e statunitensi. In particolare, sono poste a confronto le varie definizioni di mercato rilevante: lo scopo è dimostrare quanto sia arduo, nel capitalismo digitale, pervenire ad una definizione univoca di suddetto mercato. Si tratta di un aspetto cruciale, poiché nella disciplina antitrust tradizionale tale definizione è decisiva per determinare se una condotta sia anticoncorrenziale o meno. La casistica esaminata permette inoltre di mettere in risalto le differenze fondamentali tra i due diversi approcci antitrust, che sembrano tuttavia affievolirsi alla luce della Direttiva 2014/104/UE. <br>Infine, il quarto capitolo pone a confronto la disciplina antitrust con il diritto a tutela della proprietà intellettuale nel contesto della Rivoluzione Digitale, per appurare se la Digital Economy si pone effettivamente come perfetto luogo di incontro tra politica antitrust e diritto IP. Tale indagine offre lo spunto per affrontare, sotto rinnovata luce, una più annosa e dibattuta questione: ovvero, quale sia il corretto rapporto tra regolazione ex ante e politica sanzionatoria ex post.<br><br>
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