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Tesi etd-07032008-110548


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
AMORE, ROBERTO
URN
etd-07032008-110548
Title
ALTERAZIONI ELETTROCARDIOGRAFICHE ASSOCIATE A PATOLOGIE CEREBROVASCOLARI ACUTE: MECCANISMI PATOGENETICI E IMPLICAZIONI CLINICHE
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
Relatore Prof. Marzilli, Mario
Parole chiave
  • vasculopatie
  • ictus
  • aritmie
Data inizio appello
22/07/2008;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
- ABSTRACT -<br><br><br><br>Background: le patologie cerebrovascolari acute, ischemiche ed emorragiche, determinano frequentemente effetti patologici cardiaci: aritmie, cardiomiopatie ischemiche, scompenso. L’origine di tali complicanze è dovuta ad uno squilibrio del sistema nervoso autonomo indotto dalle lesioni cerebrali. Tuttavia affinché si verifichino complicanze clinicamente rilevanti è necessaria una predisposizione individuale.<br><br>Obiettivi: lo studio si propone di valutare quali fattori individuali siano maggiormente implicati nell’insorgenza di complicanze cardiache clinicamente rilevanti. In particolar modo valuta l’importanza della comorbidità cardiovascolare mettendo a confronto pazienti con ictus e con patologie cardiovascolari concomitanti (vasculopatie, cardiopatie, aritmie, danno cardiaco subclinico) e pazienti con ictus ma privi di patologie concomitanti. <br>Lo studio inoltre si propone di inquadrare i pazienti in classi di rischio per eventi cardiaci durante la fase iperacuta e acuta dell’evento ictale.<br><br>Metodi: attraverso la valutazione retrospettiva dei 336 pazienti con evento cerebrovascolare acuto che hanno beneficiato di cure nell’anno 2007 presso l’unità stroke – Osp. Santa Chiara, sono stati messi a confronto i differenti quadri clinici, le rilevazioni anamnestiche, l’evoluzione durante la degenza, l’insorgenza di complicanze cardiache e il loro decorso. <br><br>Risultati: il 50% dei pazienti ha presentato aritmie di grado variabile durante la degenza, il 30% alterazioni di ripolarizzazione, il 18% alterazioni ecocardiografiche di cinetica, il 10% elevazione dei markers di necrosi miocardia, il 3% elevazione del BNP.<br>Pazienti senza comorbidità cardiovascolare hanno sviluppato esclusivamente aritmie di grado lieve; pazienti cardiopatici, aritmici, vasculopatici e con danno d’organo subclinico hanno manifestato invece oltre a disturbi aritmici (di gravità maggiore) anche disturbi ischemici e di insufficienza cardiaca.<br><br>Conclusioni: nell’evento ictale durante la fase iperacuta e acuta sono di frequente riscontro complicanze cardiache. Queste possono condizionare l’evoluzione clinica e, talvolta, portare ad exitus. Tuttavia solo in pazienti con patologie cardiovascolari concomitanti hanno un’incidenza statisticamente significativa.<br>Si consiglia di inquadrare i pazienti già al momento del ricovero in classi di rischio per complicanze cardiache e di procedere con protocolli di monitoraggio differenti e adeguati per ciascuna classe.<br>
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