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Tesi etd-06272018-203623


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
KILIAN, RAPHAEL ANDREAS
URN
etd-06272018-203623
Title
Complicanze e sopravvivenza di megaprotesi dell’arto inferiore in pazienti non oncologici
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Capanna, Rodolfo
Parole chiave
  • Sopravvivenza
  • Complicanze
  • Non oncologico
  • Arto inferiore
  • Megaprotesi
  • Ortopedia
Data inizio appello
17/07/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Scopo di questo studio è la valutazione delle complicanze e l’analisi della sopravvivenza priva di fallimenti (“failure free survival”), di megaprotesi (MP) di arto inferiore, impiantate in pazienti non oncologici. In particolare sono stati ricercati gli outcomes di 137 pazienti operati presso la AOUC (Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, UO Ortopedia Oncologica e Ricostruttiva di Careggi ) o la AOUP (Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, UO Ortopedia e Traumatologia 1 e 2) tra gennaio 2001 e dicembre 2017.<br>Le indicazioni all’intervento comprendono: 40 management di fratture in acuto o di pseudoartrosi, 32 revisioni di PTA, 26 revisioni di PTG e 39 management di sequele di una precedente chirurgia ortopedica oncologica. Complessivamente sono state impiantate 53 MP di femore prossimale, 55 di femore distale, 12 di tibia prossimale, 8 di femore totale, 1 di femore distale con tibia prossimale composita e 8 artrodesi.<br>Il F/U medio è stato di 55 mesi ed il F/U minimo di 3 mesi.<br>Le complicanze verificatesi sono state classificate secondo la classificazione di Henderson. 71 pazienti (52%) non hanno sviluppato alcuna complicanza, mentre 66 (48%) ne hanno sviluppata almeno una. Complessivamente il “failure-free survival“ ad 1 anno è stato dell’89%, a 2 anni dell’84%, a 5 anni del 75% ed a 10 anni del 68%.<br>Questi risultati, che sono in linea con quelli rilevati in letteratura, ci permettono di affermare che l’impianto megaprotesico è una tecnica il cui outcome, se rapportato a quello delle tecniche di ortopedia tradizionale, è ancora gravato da numerose complicanze; per questa ragione se ne raccomanda l’utilizzo solo in centri specializzati, che abbiano esperienza nel campo delle revisioni o dell’ortopedia oncologica-ricostruttiva. Ciò detto, le MP rappresentano, e rappresenteranno sempre più in futuro, un presidio il cui “know-how” è fondamentale nell’approccio al paziente con grave “bone loss”.
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