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Tesi etd-06222020-144219


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BOSCARINO, MATTIA
URN
etd-06222020-144219
Title
La rappresentazione dell'alterita nei Persiani di Eschilo
Struttura
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
FILOLOGIA E STORIA DELL'ANTICHITA'
Supervisors
relatore Prof. Medda, Enrico
controrelatore Prof. Taddei, Andrea
Parole chiave
  • Persiani
  • Persians
  • ethnicity
  • etnicità
  • Eschilo
  • Aeschylus
  • Serse
  • Xerxes
  • alterità
  • otherness
  • altro
  • other
  • teatro
  • theatre
  • ricezione
  • reception
  • INDA
  • Siracusa
Data inizio appello
13/07/2020;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Questo lavoro si pone l’obiettivo di esaminare la rappresentazione dell’alterità persiana nei Persiani di Eschilo attraverso una lettura testuale, performativa e tematica del dramma. La tesi proposta è che la rappresentazione dell’alterità persiana è funzionale alla comprensione degli spettatori piuttosto che alla creazione di un’opposizione che afferma la superiorità dell’elemento greco su quello persiano, e che ha delle ripercussioni su una componente fondamentale della vicenda drammatica: è infatti in seguito all’ordinamento politico persiano che la rovina personale di Serse ricade su tutto l’impero, rendendo i Persiani un dramma collettivo. La stessa componente etico-religiosa dell’opera conferma questa interpretazione: Eschilo non allude al fatto che Serse viene punito per un suo comportamento dipendente dai costumi persiani; piuttosto, la tragedia presenta un’attenzione particolare per i modi diversi in cui Dario e Serse esercitano il proprio potere, e soprattutto prevede un certo spazio per la compassione per Serse, figlio che nel tentativo di dimostrarsi all’altezza del padre conduce l’impero ereditato alla rovina. Di conseguenza la tragedia, pur presentando alcuni spunti patriottici, si pone entro un più ampio discorso di indagine sulle forme del potere che non si risolve in una autocelebrazione della democrazia ateniese.
Nell’appendice, data la rilevanza avuta dalla moderna ricezione della tragedia nella rappresentazione del rapporto tra oriente e occidente, si ripercorre in che modo i Persiani sono stati reinterpretati dal teatro moderno e contemporaneo, analizzando nello specifico le tre moderne rappresentazioni messe in scena dalla Fondazione INDA nel teatro greco di Siracusa tra il 1950 e il 2003.



This paper analyses the representation of Persian otherness in Aeschylus’ Persians by means of a textual, performative and thematic reading of the play. The suggested interpretation is that the representation of Persian otherness is functional to the audience understanding rather than to the creation of a polarity which affirms the Greek superiority on Persian world and culture. Furthermore, an important consequence of this representation of otherness is that in view of the Persian political system Xerxes’ personal ruin falls on the whole empire. The moral and religious component of the play confirms this interpretation: Aeschylus does not allude to the fact that Xerxes’ behaviour is punished since it is dependent on Persians customs: rather, the tragedy gives attention to the different ways in which Darius and Xerxes exercise their power. Moreover, it includes some sympathy for Xerxes, who is depicted as a son who leads his inherited empire to collapse as a consequence of his attempt to prove himself worthy of his father. Thus, the play does not result in a self-celebration of Athenian democracy.
The appendix, in view of the role played by the modern reception of the tragedy in shaping the representation of the relationship between East and West, takes into account the ways in which the Persians have been reinterpreted in modern and contemporary theatre; more specifically, it analyses the three modern productions of the Persians staged by the Fondazione INDA in the Greek theatre of Siracusa.
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