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Tesi etd-06132013-115836


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
PEZZULLO, MICHELA
URN
etd-06132013-115836
Title
Il ruolo dell'avvocato e la sua responsabilita' deontologica dopo le recenti riforme.
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Dal Canto, Francesco
Parole chiave
  • Deontologia Forense
Data inizio appello
08/07/2013;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
08/07/2053
Riassunto analitico
L&#39;ordinamento forense, ossia l&#39;insieme delle regole che disciplinano l&#39;attività professionale dell&#39;avvocato ha la regolamentazione più antica fra le professioni intellettuali, poiché la prima legge sugli avvocati è datata nel 1874. Una svolta è stata realizzata con la legge professionale forense (r.d.l. 1578/1933, convertito in L. 36/1934 e successive modifiche e integrazioni) in pieno periodo fascista. Tale normativa ha resistito interpretandola alla luce dei principi costituzionali e trovato applicazione sino all&#39;avvento della tanto attesa e desiderata riforma forense, la L. 247/2012. Sono questi gli anni caldi dell&#39;Avvocatura in cui si sta cercando di porre un maggior ordine e sistematizzazione ai tanti aspetti che riguardano la figura dell&#39;avvocato. La stessa riforma è stata approvata principalmente per cercare di colmare il vuoto normativo che si stava realizzando. In realtà tutto ciò non è bastato a dare una risposta esaustiva ai tanti problemi che riguardano la professione dell&#39;avvocato; questa è stata solo una partenza, il cammino da fare è ancora lungo e tortuoso. Tante sono ancora le lacune presenti nella riforma che necessitano una risposta esauriente al fine di orientare gli avvocati e i futuri avvocati che si apprestano ad entrare in questo mondo professionale. Per detta ragione la finalità di questa trattazione è quella di illustrare come stia cambiando il sistema forense e quali sono le rilevanti conseguenze apportate in tal senso dalla riforma del 2012.<br>Nel I capitolo saranno esaminati la figura dell&#39;avvocato, il percorso per poter accedere alla professione, l&#39;articolazione della sua attività, il ruolo dei Consigli dell&#39;Ordine e del Consiglio Nazionale Forense, e, infine, la rappresentanza politica dell&#39;avvocatura (OUA). Il tutto anche alla luce delle modifiche che sono state poste in essere con la riforma.<br>Nel II capitolo saranno richiamate le disposizioni del codice di deontologia forense che l&#39;avvocato è tenuto a rispettare sia nel suo rapporto con la parte assistita, ma anche nei confronti dei colleghi, magistrati, terzi e praticante e qualche breve cenno sarà fatto anche con riferimento al codice degli avvocati europei, poiché l&#39;Italia, essendo uno dei Paesi che ha aderito all&#39;Unione Europea, si è dovuta conformare alla politica e agli orientamenti in tal senso assunti dalla stessa al fine di non creare barriere e restrizioni all&#39;avvocato durante l&#39;espletamento del suo mandato. Un ulteriore cenno, sempre in ambito europeo, riguarderà gli organismi della FBE e del CCBE e dell&#39;importante ruolo che essi svolgono.<br>Infine, nell&#39;ultimo capitolo saranno esaminate le conseguenze derivanti dal mancato rispetto dei propri doveri da parte dell&#39;avvocato; in particolare la sua responsabilità disciplinare, le possibili sanzioni che possono in tal senso essere irrogate; la sospensione cautelare; il giudizio innanzi al Consiglio Nazionale Forense e alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione e la procedura di conciliazione fra avvocato e cliente realizzata dai Consigli degli Ordini.
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