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Tesi etd-06042019-155940


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
CATANZARITI, CAMILLA
URN
etd-06042019-155940
Title
I palmenti di Ferruzzano: testimonianze sulla produzione del vino nella Calabria antica
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
ARCHEOLOGIA
Supervisors
relatore Prof.ssa Gualandi, Maria Letizia
correlatore Prof. Fabiani, Fabio
Parole chiave
  • palmenti
  • Ferruzzano
  • Calabria
  • vino
Data inizio appello
08/07/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
In Calabria nella zona di Ferruzzano sono stati rinvenuti numerosi manufatti, che venivano utilizzati per la produzione del vino; scavati nelle rocce arenarie: “i palmenti”.
I palmenti sembrano di diversa tipologia, anche se tutti rispettano i medesimi canoni costruttivi. Sono solitamente a due vasche successive e degradanti, intercomunicanti mediante fori; alcuni presentano incisa una croce bizantina, segno di una continuità nel tempo o di una riutilizzazione in tempi successivi.
Queste vasche possono essere il simbolo di una primordiale industria di trasformazione delle uve, e nello stesso tempo un bene culturale importante che ci permette di individuare la centralità che il territorio assume nelle relazioni economiche e civili del Mediterraneo, e ancora ci permette di indagare le nostre radici, i rapporti tra i contadini e la terra, gli articolati processi di appropriazione del terreno, di difesa e organizzazione del lavoro agricolo e le trasformazioni dei sistemi produttivi.
Sui palmenti della Calabria ionica si mette in evidenza l’aspetto più importante di essi, ossia la loro funzione di veicolo di ricchezza che risale al periodo magno-greco. Infatti, questi manufatti erano al centro di una produzione di vini raffinati, soprattutto passiti, esportati in tutto il bacino del Mediterraneo.
La riprova di queste affermazioni scaturisce dal ritrovamento sulle coste del Mediterraneo di anfore vinarie del territorio con cui veniva esportato il vino: le MGS per il periodo magno-greco, le Dressel per il periodo romano ed infine le Kaey LII per il tardoantico.
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