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Tesi etd-05282020-155706


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BONELLI, ANDREA
email address
a.bonelli1@studenti.unipi.it, a.bonelli93@gmail.com
URN
etd-05282020-155706
Title
La "green revolution" della Repubblica Popolare Cinese: verso una geopolitica della transizione energetica?
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
STUDI INTERNAZIONALI
Supervisors
relatore Tamburini, Francesco
Parole chiave
  • transizione energetica
  • energy transition
  • energy
  • energia
  • energie rinnovabili
  • renewable energy
  • geopolitics
  • geopolitica
  • uranio
  • Rare Earth Elements
  • terre rare
  • litio
  • lithium
  • green revolution
  • Cina
  • China
  • uranium
  • politics
Data inizio appello
29/06/2020;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
29/06/2023
Riassunto analitico
I progressi tecnologici e i costi in calo hanno fatto crescere il settore delle energie rinnovabili, rendendole competitive con i combustibili fossili. Una trasformazione energetica globale potrebbe produrre importanti trasformazioni geopolitiche: proprio come i combustibili fossili hanno modellato la mappa geopolitica negli ultimi due secoli, la transizione verso produzioni energetiche green potrebbe alterare la distribuzione di potere tra gli stati e andare a modificare le “aree calde” del pianeta. Tra i principali attori, emerge prepotentemente e sorprendentemente la Cina che da potenza della “crescita ad ogni costo” e avversaria delle risposte globali al cambiamento climatico, ha completamente cambiato approccio negli ultimi dieci anni divenendo il principale punto di riferimento per la cosiddetta green economy. La posizione di superiorità raggiunta nei settori strategici quali uranio, terre rare e litio grazie a politiche strategiche sviluppate in sinergia con imprese statali, università e politica estera, sembra consentire alla Cina di poter influire pesantemente nello sviluppo delle energie rinnovabili. Con l’occidente e in particolare gli Stati Uniti che sembrano essersi rese conto solamente di recente della portata della situazione, rimane il rischio dello sviluppo di un monopolio guidato da Pechino in grado di controllare il processo di transizione energetica e l’afflusso di risorse ad esso necessarie.


Technological advances and falling costs have made the renewable energy sector grow, making it competitive with fossil fuels. A global energy transformation could produce important geopolitical transformations: just as fossil fuels have shaped the geopolitical map in the last two centuries, the transition to green energy production could alter the distribution of power between states and change the "hot areas" of the planet. Among the main players, China emerges overwhelmingly and surprisingly, moving from the "growth at any cost" policy and opposed to global responses to climate change, to the main point of reference for the so-called green economy. The position of superiority achieved in strategic sectors such as uranium, rare earth, and lithium thanks to strategic policies developed in synergy with state-owned enterprises, universities, and foreign policy, seems to allow China to be able to heavily influence the development of renewable energies. With the West and in particular, the United States seems to have only recently realized the extent of the situation, the risk of developing a Beijing-led monopoly capable of controlling the energy transition process, and the flow of the necessary remains high.
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