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Tesi etd-05282013-111937


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
GUAZZELLI, ALICE
URN
etd-05282013-111937
Title
Individuazione di un profilo d'espressione di microRNA in pazienti con Mielofibrosi Primaria (PMF) arruolati all'interno di un protocollo di fase III del farmaco sperimentale INC424 (Ruxolitinib)
Struttura
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOTECNOLOGIE MOLECOLARI E INDUSTRIALI
Supervisors
relatore Dott. Simi, Paolo
relatore Prof.ssa Gemignani, Federica
Parole chiave
  • microRNA
  • anti-JAK2
  • Mielofibrosi Primaria
Data inizio appello
13/06/2013;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
13/06/2053
Riassunto analitico
La Mielofibrosi Primaria (PMF), è stata classificata nel 2008 dalla World Health Organization (WHO) come neoplasia mieloproliferativa BCR-ABL1- negative (MPNs). Le neoplasie mieloproliferative croniche includono anche la policitemia vera (PV) e la trombocitemia essenziale (ET), malattie caratterizzate dall’alterazione della cellula staminale ematopoietica che porta ad un’eccessiva proliferazione clonale. Studi familiari e la recente scoperta della mutazione V617F del gene JAK2, che si riscontra nel 90% delle PV e nel 30-50% delle ET e delle PMF, suggerisce una predisposizione genetica alle MPNs. La PMF è caratterizzata da un incremento prevalente della serie mieloide e megacariocitaria; nella fase conclamata della malattia tale proliferazione si associa a fibrosi midollare reattiva e ad ematopoiesi extramidollare. Il complesso fenotipo patologico della PMF è anche influenzato da aspetti genetici sconosciuti e da fattori epigenetici.
Esistono delle molecole biologiche, i microRNA (miRNA), che hanno un ruolo critico nella regolazione dei networks cellulari e sono quindi candidati di rilievo per il coinvolgimento patogenetico in malattie sistemiche come le neoplasie. I miRNA sono piccole molecole di RNA a singolo filamento non codificanti di circa 21-25 nt, che legando la regione 3’UTR di mRNA di geni target, regolano negativamente la loro traduzione e determinano una diminuzione dei livelli finali della proteina.
Il progetto di tesi prende in esame pazienti con PMF già diagnosticata, arruolati all’interno di un protocollo clinico/terapeutico per lo studio di fase III (COMFORT-II) di un farmaco sperimentale (INC424 ruxolitinib).
Tali pazienti vengono seguiti dall’inizio della terapia e nei successivi mesi fino ad un intervallo temporale di 3 mesi, necessario per verificare una riduzione della splenomegalia associata alla PMF e ad un complessivo miglioramento dei sintomi ad essa associati.
INC424 (ruxolitinib) è stato studiato sulla base dei meccanismi patogenetici della PMF con particolare attenzione alla mutazione del gene JAK2. Questo ha permesso di mettere a punto nuovi farmaci, i cui target molecolari fossero più selettivi e che fornissero una risposta ematologica migliore rispetto ai farmaci meno specifici e di utilizzo più generico.
Lo scopo del nostro studio è quello di analizzare il profilo d’espressione dei miRNA in pazienti affetti da PMF e sottoposti a terapia farmacologica con Ruxolitinib (anti-JAK2) al fine di identificare un set di miRNA da utilizzare come biomarcatori nello studio del trattamento farmacologico sia all’inizio della terapia stessa che al monitoraggio di 3 mesi.
Nella pratica per ogni paziente arruolato è stata condotta inizialmente l’analisi citogenetica classica con cariotipo convenzionale standard, per individuare l’eventuale presenza di anomalie cromosomiche numeriche e strutturali. In seguito, su una coorte opportunamente selezionata è stata eseguita l’analisi High Throughput di 675 miRNA, tramite quantitative Real Time PCR utilizzando i TaqMan Low Density Arrays.
L’analisi dei dati, effettuata mediante utilizzo di software statistici e specifici algoritmi, ci ha permesso di individuare un piccolo pannello di miRNA differentemente espressi in tempi diversi durante la terapia.
L’identificazione di questi miRNA potrebbe costituire un valido strumento con potenzialità, non solo diagnostiche ma anche prognostiche. Infatti l’individuazione di miRNA specifici deregolati durante il trattamento farmacologico può fornire al clinico un dato essenziale per il monitoraggio del paziente, la valutazione dei segni clinici e l’eventuale presa in considerazione di trattamenti alternativi.
Trattandosi di uno studio preliminare, in cui per pochi pazienti sono state generate quantità considerevoli di dati, i risultati ottenuti necessitano di essere ulteriormente validati su una casistica più ampia, con metodiche più facilmente riproducibili ed interpretabili.
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