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Tesi etd-05212020-095953


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
PICCHI, FEDERICA
URN
etd-05212020-095953
Title
La funzione antiriciclaggio nelle banche. Interrelazioni con le altre funzioni di II livello: un caso di studio.
Struttura
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
BANCA, FINANZA AZIENDALE E MERCATI FINANZIARI
Supervisors
relatore Bruno, Elena
Parole chiave
  • anti-money laundering measures
  • anti-money laundering function
  • politica del gruppo Montepaschi di Siena
  • funzioni di secondo livello
  • quinta direttiva antiriciclaggio
  • assetto dei presidi atiriciclaggio
  • funzione antiriciclaggio
  • second level function
  • Montepaschi's policy
  • fifth anti- money laundering directive
Data inizio appello
08/06/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
Il riciclaggio è il reimpiego dei profitti derivanti da attività delittuose, in attività lecite di carattere commerciale e finanziario, che sfruttando la fungibilità e la prolificità del denaro, turbano la concorrenza tra imprese e inquinano l’economia. L’impegno al contrasto di un reato “senza confini” si esplica in una cornice normativa internazionale, costituita da standard internazionali, le cosiddette “Raccomandazioni del GAFI”, norme europee e normative nazionali. La prevenzione ed il contrasto alla realizzazione di operazioni di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo delineano l’obiettivo e la responsabilità della funzione antiriciclaggio, attraverso approcci metodologici (identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio del cliente) e la collaborazione con le altre funzioni aziendali. L’organizzazione di una struttura in grado di contrastare in modo efficace tal fenomeno e, a verificare nel continuo che le procedure aziendali siano coerenti con l’obiettivo di prevenire la violazione di norme di etero/autoregolamentazione, non deve essere vista solo come adempimento normativo ma come un investimento per la stabilità della banca. Il lavoro svolto permette di comprendere quale sia il ruolo non solo della funzione antiriciclaggio, ma di tutte le funzioni aziendali per garantire l’immagine di una banca capace di salvaguardare i clienti; segue l’illustrazione delle disposizioni emanate da Banca d’Italia in seguito al recepimento del d.lgs. 2007/231, in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari ai fini suddetti; espone il ruolo della UIF, e per finire presenta un caso pratico, la Policy del Gruppo Montepaschi di Siena in materia di riciclaggio.
Money laundering is the re-use of profits deriving from criminal activities, in legitimate commercial and financial activities, which exploiting the fungibility and the prolificity of money, upset competition between companies and pollute the economy. The commitment to combat a "borderless" crime is expressed in an international regulatory framework, made up of international standards, the so-called "FAFT Recommendations", European standards and national regulations. Prevention and contrast to the implementation of money laundering and terrorist financing operations outline the objective and responsibility of the anti-money laundering function, through methodological approaches (identification, evaluation, management and monitoring of the customer) and collaboration with the other corporate functions. The organization of a structure capable of effectively countering this phenomenon and, continually verifying that company procedures are consistent with the objective of preventing the violation of straight / self-regulation rules, must not be seen only as regulatory imposition but as an investment for bank stability. The work carried out allows us to understand what the role is not only of the anti-money laundering function, but of all the corporate functions to ensure the image of a bank capable of safeguarding customers; follows the illustration of the provisions issued by the Bank of Italy following the implementation of Legislative Decree 2007/231, regarding organization, procedures and internal controls aimed at preventing the use of intermediaries for the aforementioned purposes; exposes the role of the UIF, and finally presents a practical case, the Montepaschi di Siena Group Policy on money laundering.
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