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Tesi etd-05182010-124440


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC5
Author
BALDASSARRE, VALERIA
URN
etd-05182010-124440
Title
Espressione della leptina e del suo recettore nelle neoplasie mammarie del cane e del gatto
Struttura
MEDICINA VETERINARIA
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Commissione
correlatore Dott. Ressel, Lorenzo
relatore Prof. Poli, Alessandro
controrelatore Prof. Lubas, George
Parole chiave
  • obesità
  • tumore mammario
  • leptina
  • gatto
  • cane
Data inizio appello
11/06/2010;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
11/06/2050
Riassunto analitico
Nella donna in postmenopausa, l’obesità è stata identificata come un fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori mammari,ed è stata evidenziata una correlazione positiva con comportamenti biologici aggressivi e una prognosi peggiore. La leptina, ormone polipeptidico sintetizzato principalmente dagli adipociti, si comporta, in vitro, come fattore di crescita per alcune linee cellulari tumorali mammarie umane e si sospetta possa svolgere un ruolo importante nella genesi delle neoplasie del seno, mediante meccanismo autocrino e paracrino. Viste le numerose somiglianze tra i tumori mammari dell’uomo e quelle del cane e del gatto, abbiamo ritenuto interessante valutare , mediante indagini di immunoistochimica, l’espressione di Ob e del suo recettore (ObR) nel tessuto mammario normale, iperplastico e neoplastico di queste due specie di interesse veterinario. Le indagini sono state condotte su 36 campioni di tessuto mammario canino (4 sani, 8 iperplastici e 24 neoplastici) e 27 campioni di tessuto mammario felino (7 sani, 3 iperplastici e 17 neoplastici). Nel cane è stato possibile evidenziare la presenza di Ob e ObR nelle cellule epiteliali del tessuto sano, iperplastico e neoplastico, mentre nel gatto non è stato possibile evidenziare il recettore. Nel cane, con il progredire della perdita di differenziazione cellulare, è stata rilevata una progressiva riduzione della produzione dei due marker. Nelle neoplasie esaminate, infatti, le percentuali di cellule Ob- e ObR- positive sono risultate inferiori rispetto a quanto rilevato nei tessuti sani. A conferma di quanto osservato, l’espressione dell’ormone e del suo recettore non correlava con una prognosi peggiore del tumore. Una situazione analoga è stata osservata anche nel gatto, in cui la percentuale di cellule Ob- positive non è risultata associata al peggioramento della prognosi. Queste osservazioni, anche se preliminari, perché condotte su un numero di campioni ridotto, sembrano non confermare quanto osservato per le neoplasie mammarie dalla donna, anche se, per la complessità dell’argomento indagato, si ritiene siano necessari ulteriori approfondimenti, prima di trarre conclusioni definitive
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