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Tesi etd-05052020-163304


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
GILLI, CHIARA
URN
etd-05052020-163304
Title
L'impianto cocleare nell'otosclerosi: criticità, risultati e complicanze
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Bruschini, Luca
correlatore Prof.ssa Forli, Francesca
Parole chiave
  • otosclerosis
  • cochlear implantation
  • otosclerosi
  • impianto cocleare
Data inizio appello
09/06/2020;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
09/06/2060
Riassunto analitico
L’impianto cocleare (IC) è stato il primo organo di senso artificiale ad essere introdotto a scopo terapeutico e, nelle ultime decadi, si è affermato come unica alternativa alla chirurgia della staffa nei pazienti affetti dalle forme end-stage di otosclerosi, definite Far Advanced Otosclerosis (FAO) e Very Far Advanced Otosclerosis (VFAO).
Allo stato attuale, la letteratura internazionale concorda sull’efficacia della procedura di impianto cocleare in questa categoria di pazienti e, al contempo, si è intenti ad in- dividuare quali possano essere i fattori predittivi, sui risultati uditivi e comunicativi, post-IC e sulle complicanze intra- e post-operatorie.
L’impianto cocleare rappresenta attualmente il gold standard nel trattamento della sor- dità grave e profonda, per cui presenta indicazione nel trattamento delle forme più gravi, FAO e VFAO, di otosclerosi. La procedura si associa a risultati soddisfacenti nell’otosclerosi avanzata, sia in termini di performances uditive che comunicative, ma anche a complicanze, intra-operatorie e post-operatorie, che si realizzano con fre- quenza superiore in questi pazienti rispetto alla restante popolazione sottoposta alla procedura di IC.
La complicanza più comune, riconosciuta nella letteratura internazionale e confermata all’interno dello studio che andremo a descrivere, è rappresentata dalla stimolazione del VII nervo cranico.
Nel presente studio ci siamo proposti di analizzare le differenze esistenti, in termini di soglia audiometrica, test di percezione verbale e qualità della vita, tra pazienti affetti da FAO/VFAO sottoposti alla procedura di IC e pazienti operati con altra eziologia. Non sono state identificate differenze statisticamente significative tra i due gruppi di pazienti, confermando l’efficacia del trattamento con IC nei pazienti FAO e VFAO. Inoltre, abbiamo indagato i fattori che potrebbero incidere sui risultati successivi alla procedura chirurgica di IC, in particolare l’età a cui è stato eseguito l’intervento, l’e- secuzione precedente di stapedoplastica, i reperti imaging pre-operatori e le caratteri- stiche dell’elettrodo impiantato. È emerso che questi abbiano un ruolo sull’outcome post-IC.
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