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Tesi etd-04292016-115342


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
PAOLETTI, ILARIA
URN
etd-04292016-115342
Title
La natura dell'emozione. Congetture, esperimenti e teorie fra '800 e '900.
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Supervisors
relatore Prof. Pogliano, Claudio Sergio
Parole chiave
  • William James
  • Emozioni
  • Théodule Ribot
  • Walter Cannon
Data inizio appello
23/05/2016;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
La prima elaborazione della teoria dell'emozione appare in un articolo del 1884 pubblicato su Mind dal titolo What is an emotion?, testo fondamentale non perché risponda in maniera definitiva alla domanda, ma per il modo in cui William James formula la risposta. Rovesciando la teoria tradizionale, James afferma che alle emozioni corrispondono reazioni e variazioni corporee e che tali variazioni non sono la conseguenza delle emozioni bensì la loro origine.
Nel tentativo di liberarsi dalle prospettive tradizionali che interpretano l’emozione come l'esito corporeo di un’esperienza mentale, con intento volutamente provocatorio sostiene che non si piange perché si è tristi, ma si è tristi perché si piange, ovvero che l’emozione scaturisce e prende forma direttamente nel pianto. I mutamenti corporei seguono immediatamente la percezione dello stimolo eccitante e il sentimento di questi mutamenti, che si prova mentre si producono, è la causa delle emozioni.
La disputa sullo studio delle emozioni è ben rappresentata dalla contrapposizione della teoria di James-Lange rispetto a quella di Cannon. Entrambe si concentrano sulla componente fisiologica, ma mentre James e Lange conferiscono all'aspetto fisiologico un primato sul fenomeno emotivo, Cannon sostiene che questo venga attivato dalle aree cerebrali predisposte a tale scopo.
Con la sua teoria centralista, Cannon dimostra l'infondatezza di quella periferica così come proposta da James, sostenendo che il cervello, più specificatamente il talamo, è il centro da cui partono tutte le emozioni. I centri di attivazione, di controllo e di regolazione dei processi emotivi non si trovano in sedi periferiche come i visceri, ma sono localizzati centralmente nella regione talamica. I segnali nervosi provenienti da questa provocano sia l'attivazione delle risposte viscerali e motorie delle emozioni, sia le componenti soggettive attraverso le connessioni con la corteccia cerebrale.
Qualche anno dopo la pubblicazione dell'articolo di James, il tema delle emozioni viene ripreso, in un'ottica evoluzionistica e funzionalistica, dallo psicologo francese Théodule Ribot, che lo discute in un'opera di grande risonanza per la nascente psicologia sperimentale e clinica francese: La Psychologie des Sentiments. Le emozioni hanno le loro radici nella sensibilità organica e nella capacità dell'organismo vivente di reagire agli stimoli esterni con risposte adeguate e adattative. L'aspetto determinante delle emozioni, secondo Ribot, che in questo si avvicina molto alla teoria jamesiana, è quello oggettivo, che causa quello soggettivo e la razionalità è concepita come una funzione che si è evoluta dall'affettività.
Questo lavoro si propone di ricostruire gli elementi essenziali della teoria dell'emozione di William James, approfondendo l'apporto teoretico delle sue riflessioni. Una volta esposta la teoria jamesiana, le riformulazioni successive e le risposte alle critiche, viene analizzata la teoria di Cannon, che, in contrapposizione a quella periferica, mette in luce gli sviluppi e le conseguenze a cui questa ha portato. All'interno di questa ricerca, vi è anche una parte dedicata all'opera di Ribot sul tema del rapporto tra emozioni e razionalità, nel tentativo di fornire un quadro quanto più esaustivo possibile di questo variegato panorama a partire dalla fine dell'Ottocento.
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