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Tesi etd-03292012-102346


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
CAPUANO, GIUSEPPE
URN
etd-03292012-102346
Title
Vedere l'invisibile: la questione filosofica dello sguardo
Struttura
LETTERE E FILOSOFIA
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Commissione
relatore Prof. Iacono, Alfonso Maurizio
Parole chiave
  • Vista
  • Prospettiva
  • Sguardo
  • Mimesi
  • Merleau-Ponty
Data inizio appello
23/04/2012;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Nella storia della cultura il concetto di “sguardo” è stato capace di sintetizzare di volta in volta l’ideologia dominante di ogni periodo. Questa tesi ha il proposito di chiarire non solo i momenti più rilevanti dell’evoluzione concettuale del guardare, ma anche e soprattutto di mettere in evidenza il ruolo d’influenza attiva di tale idea sui sistemi culturali coevi. In particolare verranno prese in considerazione tre grandi svolte nella storia dello sguardo, volte a determinarne il ruolo nelle macro aree cronologiche dell’antichità, della modernità e della contemporaneità. Seguendo un percorso che si snoda tra il mito, l’arte e la filosofia si darà conto in primo luogo della rivoluzione attuata da Platone nel X libro della Repubblica, cercando di inquadrarla in un contesto di fobia dello sguardo, tentando al contempo di determinare le ragioni di tale paura. In secondo luogo analizzeremo l’invenzione della prospettiva pittorica rinascimentale, tenendo conto delle influenze medievali che ne hanno permesso lo sviluppo ed in particolare dell’apporto fondamentale della filosofia araba in questa invenzione. Seguendo le teorie del filosofo arabo Alhazen e il loro condizionamento diretto su Leon Battista Alberti, illustreremo come la tecnica prospettica debba essere letta in contrasto con la cultura aniconica araba, affinché si possa dar conto della vera portata di tale svolta non esclusivamente artistica. Infine analizzeremo il periodo contemporaneo considerandolo come post-prospettico, e chiariremo il significativo contributo apportato alla questione dello sguardo dal filosofo francese Maurice Merleau-Ponty, il quale, nell’ontologia delineata nell’opera Il visibile e l’invisibile, pone a fondamento del proprio pensiero il concetto di reversibilità degli sguardi tra l’uomo e il mondo, individuando questi ultimi elementi come pieghe di un Essere unico capace di rendere conto della compossibile esistenza sullo stesso piano ontologico del visibile e l’invisibile, senza che essi perdano le proprie differenze ma anzi diventando l’uno la ragione necessaria dell’altro.
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