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Tesi etd-03232014-193709


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
CARNINO, RICCARDO
URN
etd-03232014-193709
Title
Monitoraggio e controllo di Lobesia botrana in un'azienda viticola del Chianti senese: vecchie e nuove tecniche a confronto.
Struttura
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE VITIVINICOLE
Supervisors
relatore Prof. Lucchi, Andrea
correlatore Dott. Bagnoli, Bruno
Parole chiave
  • Lobesia
  • monitoraggio
  • Chianti
  • controllo
Data inizio appello
14/04/2014;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
La tignoletta della vite Lobesia botrana (Den. & Schiff.) è un lepidottero torticide ad ampia distribuzione in Europa, Asia e Nord Africa, recentemente rinvenuta e pericolosamente insediatasi in Cile (2008), California (2009) e Argentina (2010). Nel vecchio continente, la tignoletta è diffusa in quasi tutti i comparti viticoli del centro-sud Europa, con una frequenza e una dannosità che tuttavia è ancora oggi più rilevante nel meridione dell'areale di coltivazione della vite.
In Italia, in Toscana e nella zona di produzione del "Chianti Classico" la specie è da tempo ritenuta a ragione il "fitofago chiave" nell'ambito della difesa della produzione viti-vinicola, in considerazione dei danni diretti, e soprattutto indiretti (predisposizione dei grappoli ai marciumi) che in assenza di appropriate misure di controllo può estesamente causare.
L. botrana è da diversi anni oggetto di studi e sperimentazioni presso l'azienda "Castello di Fonterutoli" (Castellina in Chianti, SI), dove nel biennio 2010-2011 è stata indagata sotto differenti profili. Le cinque principali tematiche affrontate sono state: 1) monitoraggio della popolazione adulta e preimmaginale; 2) realizzazione e valutazione di trappole a vino per il rilevamento dei voli degli adulti; 3) confronto di efficacia fra trappole a feromone "Traptest-Isagro" e "IsoTrap-CBC"; 4) applicabilità della "confusione sessuale"; 5) studi preliminari sulla biodiversità dell'agro-sistema vigneto per tre taxa di insetti ausiliari (Syrfidae, Ichneumonidae, Braconidae) in appezzamenti “a confusione” e “convenzionali”. Le indagini sono state condotte in vigneti afferenti alle cinque principali macroaree dell'azienda: Siepi, Caggio, Fonterutoli (Castellina in Chianti), le Ripe (Radda in Chianti, SI) e Belvedere (Castelnuovo Berardenga, SI).
Le metodologie sperimentali sono state opportunamente definite in funzione dei differenti specifici obiettivi pur basandosi sempre e comunque su campionamenti e rilievi sistematici di campo (con particolare riferimento alle due generazioni carpofaghe del tortricide), seguiti da più precise osservazioni quali-quantitative sul materiale raccolto, effettuate in laboratorio con l'ausilio di apparecchiature ottiche e mezzi tecnici entomologici.
Il lavoro di tesi ha consentito l'approfondimento di conoscenze sulla fenologia e la dinamica di popolazione della tignoletta sotto l'effetto delle condizioni climatiche verificatesi nel biennio 2010-2011 evidenziando come la "confusione sessuale" trovi nell'orografia e nella ventosità dell'area Vicoregio in cui è stata applicata, significativi ostacoli all'espressione delle proprie potenzialità di inibizione degli accoppiamenti.
Mentre dal confronto delle trappole a feromone "Traptest-Isagro" con le "IsoTrap-CBC" è sempre emersa una capacità di cattura significativamente maggiore per le prime, l'utilizzo, durante il terzo volo di L. botrana nel 2010 di trappole a vino con contenitore di terracotta, ha confermato anche nel contesto chiantigiano le interessanti potenzialità di un vecchio dispositivo, in ordine all'esigenza di monitorare la popolazione adulta, distinguendola in maschi, femmine vergini e femmine fecondate.
Le indagini condotte con trappole "Malaisa" sulla biodiversità in seno ai tre taxa Syrphidae, Ichneumonidae e Braconidae, in due vigneti dell'area Vicoregio, sottoposti uno a "confusione sessuale" l'altro no, pur senza evidenziare differenze significative in rapporto alla diversa gestione fitosanitaria del vigneto, hanno permesso di ipotizzare un'influenza altamente positiva, da parte dell'inerbimento e della presenza di fiori, nei confronti dei sirfidi risultati, presumibilmente per questo, assai più numerosi nel vigneto a confusione. Ciò sottolinea quanto importante possa essere anche la gestione del suolo ai fini di favorire la presenza di una biodiversità entomatica utile a valorizzare le resistenze intrinseche all'agroecosistema.
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