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Tesi etd-03182015-222130


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
CILIBERTO, MARTA
URN
etd-03182015-222130
Title
Bere il caffe'. Origine, forma ed evoluzione delle tazze
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E FORME DELLE ARTI VISIVE, DELLO SPETTACOLO E DEI NUOVI MEDIA
Supervisors
relatore Prof.ssa Capitanio, Antonella
Parole chiave
  • tazze
  • design
  • caffè
  • arte
Data inizio appello
13/04/2015;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
13/04/2018
Riassunto analitico
Ogni tazza da caffè ha una storia da raccontare. Un racconto interessante che inizia con la coltivazione, la raccolta, la tostatura e la macinazione dei chicchi di caffè nei diversi paesi del mondo. Questi procedimenti sono frutto di mestieri tradizionali che hanno contribuito alla creazione di un vero culto del caffè. Ed è forse vero che dietro ogni tazza di caffè si trova un racconto affascinante ed evocativo. Ma il caffè non è tutto. La parte che interessa in questa ricerca è tutto ciò che ruota intorno al mondo del caffè, come l'architettura, il modo di prendere il caffè ed i suoi oggetti, caratterizzati dalle loro piccole dimensioni,oggi divenuti il simbolo di usi, gesti e rituali che sottolineano aspetti di aggregazione tra le persone. E questo è avvenuto in ambiti e società spesso molto diverse tra loro.
Parte basilare della tesi sarà quella dedicata alla “nascita” vera e propria della tazzina, ideata da Josiah Wedgwood intorno alla metà del Settecento. La parola tazzina non sta però ad indicare una piccola tazza. Il suo nome deriva dal cognome dell'ideatore, Luigi Tazzini, pittore di origine lombarda formatosi all'Accademia di Brera di Milano. Egli è stato dal 1896 al 1923 direttore artistico della Società di Ceramica toscana Richard-Ginori, che ne orienta la produzione verso il nuovo stile Art Nouveau proveniente dal nord Europa.
La tazzina da caffè è un oggetto camaleontico, che cambia esteticamente nel tempo, ma non cambia la sua funzione: si può definire come una tipologia stabile e inalterata nel tempo; Mendini stesso definisce i servizi da tè e caffè come una sorta di micro-architetture da tavola...che attraverso la visione sintetica di un micro-universo, ha portato dentro alle case dei veri e propri messaggi scenografici...dei concentrati delle utopie di ogni autore.
Il servizio da tè e da caffè è ritenuto uno degli archetipi tipologici del mondo casalingo: un insieme di piccoli oggetti impegnati in antichi rituali che, a partire dal XX secolo, diventano oggetto di studio di molti architetti.
Ogni oggetto di design è il risultato di un progetto. Niente è lasciato al caso. Si parte dall'oggetto in sé fino a svilupparne tutte le sue funzionalità. E' uno studio che va realizzato gradualmente; i suoi accorgimenti estetici e funzionali che avvengono durante lo studio e, successivamente la realizzazione del progetto, spesso anticipano il risultato finale.
Non tutti gli oggetti però hanno una stessa importanza dal punto di vista del design, per qualità, metodo e significato. Ci sono quegli oggetti caratteristici dei quali conosciamo il loro designer ed il progetto della loro storia; altri, come può essere in questo caso la tazzina da caffè, che non presentano, almeno inizialmente, il nome del loro ideatore, perché questi sono oggetti di uso quotidiano.
“Ogni progetto ha un autore, ma a volte non è conosciuto; gli oggetti sono nati per generazione spontanea, tutto ciò che non è natura è stato ideato da qualcuno”.
Dalla metà del XX, fino ai giorni nostri, si inizia a considerare la tazzina come un vero e proprio oggetto di design, arrivando ad interessare anche gli architetti ed a far uscire dall'anonimato il suo ideatore. Con una frase di Giulio Carlo Argan si riassume bene questo punto “Ciò che è oggetto nel presente è stato progettato nel passato ed è condizione per l'avvenire.”
Partendo da una serie di domande, su cosa sia la tazzina da caffè, dove questa sia nata e chi sia stato l'autore del primo progetto,è iniziato lo studio per poter realizzare questa tesi. Un argomento forse insolito, ma che spazia bene da un periodo all'altro, da un continente lontano e sconosciuto, come è la Cina, arrivando all'Europa, dove è ben visibile l'influenza ed i cambiamenti che il caffè e la tazzina hanno comportato nella vita quotidiana degli uomini.
Il progetto è frutto di indicazioni puntuali sulle caratteristiche tecniche della tazza; un volume ed uno spessore specifici, soprattutto dove poggiano le labbra; l'impilabilità per un uso pratico nei bar; ma sono le scelte di disegno che la identificano: la presenza o meno del manico, poi la forma della tazza e del piattino sul quale viene adagiata. Il risultato è il prodotto della morfologia apparentemente ordinaria, ma che a una lettura attenta rivela evidenti attenzioni progettuali, tracciate lungo il sottile confine che rende un oggetto assieme riconoscibile e, alla fine, comune.
E adesso la storia si fa da sé. Artisti, architetti e designer di ieri e di oggi si sono impegnati ad ideare le più svariate tazzine da caffè.
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