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Tesi etd-03182015-131302


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
MANNIELLO, MARIA
URN
etd-03182015-131302
Title
Il recupero delle precedenti dichiarazioni del coimputato nel contesto della garanzia del contraddittorio
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Dott. Bresciani, Luca
Parole chiave
  • prova orale
  • 513 c.p.p.
Data inizio appello
13/04/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Quello che mi accingo a trattare è un tema a tutt’oggi dibattuto. Quando si parla di “letture dibattimentali”, infatti, viene subito in mente l’attrito con uno dei principi cardine del nostro processo penale: il contraddittorio nella formazione della prova.<br>Mi è sembrato interessante affrontare l’argomento proprio dal punto di vista della compatibilità dell’istituto di cui all’art. 513 c.p.p. con una lettura sistematica dell’impianto codicistico e, soprattutto, con il dettato della Carta costituzionale.<br>L’obiettivo dell’esposizione che segue vorrebbe essere quello di evidenziare come, nonostante le numerose oscillazioni gnoseologiche in merito, il sistema delle letture, così come delineato dal codice di rito, ancora non riesca a convincere i più tenaci sostenitori del modello accusatorio, e non solo quelli.<br>Dopo una breve introduzione prettamente storica, illustrerò lo scontro che ha visto protagonisti il Parlamento ed il Giudice delle leggi e che, finalmente, nel 1999, ha portato alla tanto attesa, se pur non del tutto convincente, riforma dell’art. 111 Cost. Per poi concludere con una finestra sul panorama europeo, attraverso l’esame di alcune pronunce della Corte di Strasburgo, che ne evidenziano, in maniera chiara, l’orientamento sul tema in esame.<br>Proseguirò, nel terzo capitolo, con l’analisi della formulazione attuale dell’art. 513 c.p.p., evidenziandone quelli che sono i punti critici, con particolare attenzione al ruolo che il “diritto al silenzio” riveste in relazione alla dialettica dibattimentale.<br>Nel capitolo finale mi occuperò, poi, dei profili di incertezza ancora aperti sul tema, con un cenno a quelle che potrebbero essere le soluzioni percorribili, ai fini di un necessario bilanciamento delle due principali esigenze su cui si incentra la discussione relativa all’istituto in esame: da un lato, la necessità di perseguire la verità processuale; dall’altro, l’importanza che, in un sistema ispirato ai canoni dell’accusatorietà, assume il “metodo orale”, quale fonte primaria di conoscenza per il giudice, che, in linea di massima, potrà porre a fondamento della decisione finale soltanto gli elementi dialetticamente formati al proprio cospetto.<br>
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