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Tesi etd-02272014-191754


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
NOTARNICOLA, MARGHERITA
email address
margherita.notarnicola@gmail.com
URN
etd-02272014-191754
Title
Inquadramento prognostico e terapeutico del carcinoma ovarico recidivante
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Gadducci, Angiolo
Parole chiave
  • intervallo libero da platino
  • carcinoma recidivante
  • ovaio
Data inizio appello
18/03/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Introduzione<br>Il carcinoma ovarico ha un’incidenza pari a 10,2/100 000 nuovi casi all’anno in Italia, al settimo posto tra tutti i tumori maligni nella popolazione femminile.<br>Per mortalit`a, tuttavia, si colloca al quarto posto. La strategia terapeutica del carcinoma ovarico prevede chirurgia citoriduttiva seguita da chemioterapia a base di carboplatino e taxolo. Recentemente, anche il bevacizumab, farmaco<br>anti VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) è stato incorporato nella terapia di prima linea, sulla base di studi di fase III. Nel caso si presenti una recidiva di malattia, evento che interessa il 50% circa delle pazienti affette, il trattamento è determinato dalla durata dell’intervallo libero da platino (PFI, platinum-free interval ); questo si definisce come il periodo intercorso dall’ultima somministrazione di terapia a base di platino nell’ambito della chemioterapia di prima linea e la comparsa di recidiva. Sulla base del PFI, la malattia recidivante viene classificata in:<br>malattia platino-resistente (PFI &lt;6 mesi); malattia parzialmente sensibile al platino<br>(PFI 6 - 12 mesi); malattia platino-sensibile (PFI &gt;12 mesi).<br>Materiali e metodi <br>Il campione considerato `e costituito da 132 pazienti, seguite presso il dipartimento di Ginecologia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa, da marzo 1996 a novembre 2013. Si tratta di pazienti con carcinoma<br>ovarico (stadio FIGO IIb - IV) sottoposte a intervento citoriduttivo e a chemioterapia<br>di prima linea a base di platino. Dopo aver mostrato un quadro di risposta completa, sono andate incontro a recidiva di malattia. Sono stati valutati, retrospettivamente,<br>il PFI e la sopravvivenza globale delle pazienti (OS, Overall Survival), definita come l’intervallo di tempo tra la chirurgia citoriduttiva di prima istanza e l’ultimo follow-up o la morte. Con analisi univariate e multivariate, sono stati studiati i fattori che possono incidere su queste variabili temporali.<br>Risultati Dall’analisi univariata, è risultato che i fattori che incidono sulla durata<br>del PFI sono: il grado istologico (p = 0,01), la presenza di ascite alla diagnosi (p = 0,001), la tipizzazione secondo la classificazione di Kurman (p = 0,015), il valore del Ca125 pre-chemioterapia di prima linea (p = 0,006). Dall’analisi multivariata, è possibile confermare la presenza di ascite alla diagnosi come fattore in grado di influenzare la durata del PFI (p = 0,006, HR 1,766, IC 95% 1,178 - 2,647). In<br>termini di OS, i fattori rivelatisi prognostici all’analisi univariata sono: la presenza di ascite alla diagnosi del tumore primitivo (p = 0,015); il valore del Ca125 misurato alla comparsa di recidiva (p = 0,016); la durata del PFI (p &lt;0,0001). Con l’analisi multivariata, si sono confermati statisticamente significativi il PFI (p&lt;0,001, HR 2,908, CI 95% 1,775 - 4,766) e il Ca125 alla recidiva (p = 0,043, HR 1,652, CI 95% 1,016 - 2,685).<br>Conclusioni <br>I risultati ottenuti sono in linea con la letteratura. Il PFI è un parametro a cui rivolgere particolare attenzione: dato il suo valore prognostico, le più recenti linee di ricerca puntano a prolungarlo artificialmente, somministrando terapie prive di platino anche a pazienti che risulterebbero parzialmente sensibili a questo farmaco. Il prolungamento artificiale del PFI agisce secondo un meccanismo<br>indiretto: favorisce il ripristinarsi della platino-sensibilit`a e, pertanto, lascia spazio<br>a ulteriori linee di chemioterapia a base di platino stesso. Ulteriori ricerche di<br>fase III in corso potranno avvalorare queste strategie. Un altro campo che offre<br>ottime prospettive per il trattamento del carcinoma ovarico recidivante è la terapia<br>a bersaglio molecolare: sia per i casi platino-resistenti che per quelli platino-sensibili,<br>sono stati identificati farmaci in grado di migliorare la prognosi delle pazienti.<br>
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