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Tesi etd-02252015-182332


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
SCINTU, AMBRA
URN
etd-02252015-182332
Title
Candidemia: un'epidemia negletta Esperienza dell'Ospedale di Pisa anni 2012-2013.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Menichetti, Francesco
Parole chiave
  • CVC
  • hospital infections
  • fungicidia
  • biofilm
  • candidiasi invasiva
  • infezioni nosocomiali
  • invasive candidiasis
  • total parenteral nutrition
  • nutrizione parenterale totale
  • fungicidal activity
  • PICC
Data inizio appello
17/03/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
L'aumento dell'incidenza di candidemia ed infezioni profonde da Candida spp. nei pazienti cosiddetti "fragili" è ormai una realtà nei nostri ospedali ed è associata ad una mortalità grezza del 40-70%. Con questo studio abbiamo analizzato le casistiche del biennio 2012-2013 dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana per mettere a fuoco l'epidemiologia, i fattori di rischio e confrontare l'andamento dell'infezione nei diversi reparti. Sono stati arruolati 167 pazienti con isolamento ematico di lieviti del genere Candida. Sono stati raccolti dati anamnestici,clinici e terapeutici della popolazione e microbiologici dei lieviti isolati. Nei risultati sono stati messi a confronto pazienti provenienti da reparti medici (Medical Wards:MWs) e chirurgici/intensivi (Surg/ICU). Sono state trovate significative differenze circa l’età ed il sesso dei pazienti (più anziani e maggiormente femmine nei reparti medici). L’utilizzo di device intravascolari risulta altamente associato ad infezione ematica da Candida, soprattutto in MWs con l’utilizzo di PICC. L’uso di nutrizione parenterale totale (TPN) è correlato a candidemia in entrambi i reparti. Sono state riscontrate disomogeneità riguardo alla terapia instaurata nei reparti, sia precedente all’isolamento che mirata, con nessuna terapia precedente globalmente nel 71% e nessuna terapia mirata globalmente nel 21% (30% in MWs). Il nostro studio evidenzia quindi una tendenza dei reparti medici ad ospitare pazienti sempre più fragili, sottoposti a manovre terapeutiche predisponenti a questa infezione. L’alimentazione orale è da incentivare e preferire. Importante il ruolo della terapia: serve un approccio ancora più accurato e specifico data l’elevata mortalità generale.
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