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Tesi etd-02212017-094709


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
GRECO, PIERGIORGIO
URN
etd-02212017-094709
Title
Ecografia ad altissima risoluzione: applicazioni cliniche
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Caramella, Davide
Parole chiave
  • US
  • UHFUS
  • UBM
  • Vevo MD
  • applicazioni cliniche
  • altissima risoluzione
  • ecografia
Data inizio appello
14/03/2017;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Le metodiche di imaging comunemente disponibili, come la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica e l’ecografia con sonde convenzionali hanno il limite di fornire immagini con risoluzione nell’ordine dei millimetri; per questo motivo la ricerca si è orientata verso lo sviluppo di strumenti ecografici con risoluzioni microscopiche. <br>Si parla di “ultrasound biomicroscopy” (UBM), di “high frequency ultrasound” (HFUS) e di “ultra high frequency ultrasound” (UHFUS), quando le frequenze impiegate vanno dai 30 ai 100 MHz. Con queste tecnologie è possibile correlare le informazioni derivanti dall’immagine ultrasonografica con quelle provenienti dall’ istologia. <br>Nel 2016 VisualSonics (Toronto, Canada) del gruppo FUJIFILM ha reso disponibile Vevo® MD, il primo sistema di imaging a ultrasuoni ad altissima frequenza (fino a 70 MHz) per uso clinico. Il sistema è stato acquisito dal Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, grazie al “Bando Grandi Attrezzature 2016” ed è in grado di visualizzare ad alta risoluzione quelle strutture anatomiche di piccole dimensioni che con le frequenze convenzionali (fino a 15 MHz) non è possibile apprezzare. <br>Questa tesi affronta le prime applicazioni cliniche degli UHFUS, confrontando le relative acquisizioni con quelle dell’ecografia convenzionale. <br>In particolare, Vevo MD è stato utilizzato nello studio delle patologie vascolari (caratterizzazione di pazienti affetti da vasculiti sistemiche e da displasia fibromuscolare) e dermatologiche (neoplasie melanocitarie, neoplasie epiteliali, neoplasie annessiali e neoplasie vascolari, malattie infiammatorie croniche, malattie autoimmuni, onicopatie). Un’ulteriore applicazione è stata quella di caratterizzare ex vivo alcuni organi parenchimatosi, per un possibile impiego intraoperatorio dello strumento.<br>
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