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Tesi etd-02202020-174506


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
MALQUORI, VITTORIO
URN
etd-02202020-174506
Title
"Studio pilota del rischio clinico nella malattia aterosclerotica carotidea mediante un approccio anatomo-funzionale multi-imaging della placca"
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Ferrari, Mauro
correlatore Dott.ssa Rocchiccioli, Silvia
Parole chiave
  • calcio
  • ecd
  • placca
  • carotidi
  • angio-tc
Data inizio appello
10/03/2020;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
La frequenza con cui viene fatta diagnosi della presenza di placca aterosclerotica a livello carotideo è aumentata nel corso degli ultimi anni. Fortemente legata ad uno stile di vita occidentale in cui il benessere socio economico ha fatto si che la dieta divenisse ricca di grassi saturi, l’attività fisica diminuisse e l’aspettativa di vita aumentasse, la malattia aterosclerotica trova nello sviluppo della placca a livello carotideo una delle sue più comuni presentazioni. Identificare e valutare questo tipo di lesioni in maniera precoce ci consente di studiare una strategia di approccio terapeutico adeguata.
Le linee guida odierne indicano come significativa una stenosi superiore al 70% in assenza di sintomatologia; per questo tipo di lesione ad oggi è suggerito l’intervento chirurgico in ottica preventiva di possibili sintomi neurologici futuri. In realtà il meccanismo con cui si manifesta la placca carotidea non dipende esclusivamente da un meccanismo di ostruzione locale (emodinamico), bensì è presente anche il meccanismo trombo-embolico. Quindi stratificare il rischio di sviluppare sintomi sulla base della sola % di ostruzione può rivelarsi non sufficientemente adeguato.
Ad oggi essere in grado di ottenere il maggior numero di informazioni sulla placca, tramite esami non invasivi come l’Eco-Color-Doppler (ECD) e l’Angio-TC, come la dimensione, la sede, la morfologia risulta essere un aiuto quanto mai importante nella decisione di intervento da parte del chirurgo vascolare. A causa della impossibilità di valutare la parte intracranica della carotide interna e del circolo cerebrale, della scarsa standardizzazione dell’esame ECD e della sua quasi totale dipendenza dall’operatore, seppur assolutamente non invasivo e privo alcun rischio, questa tecnica di imaging viene ad oggi affiancata dalla Angio-TC per sopperire a queste mancanze.
Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’accuratezza diagnostica e l’adeguatezza di questi due esami di imaging nell’analisi di un gruppo di 47 lesioni. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad entrambi gli esami tra il 2016 e il 2018 in varie strutture ospedaliere che hanno coinvolto anche il reparto di Chirurgia Vascolare di Cisanello sia per quanto riguarda la diagnosi sia l’intervento. Del gruppo di pazienti iniziale sono state acquisite le immagini Angio-TC, i referti, l’anamnesi e la morfologia della placca ex-vivo. Man mano che lo studio è stato portato avanti con l’aiuto dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR sono stati selezionati, scartando per carenza di informazioni e difficoltà pratiche alcuni pazienti, un numero di 22 placche totali (11 sintomatici e 11 asintomatici).
Nell’analisi condotta sono stati posti a confronto questi due gruppi e successivamente sono stati confrontati anche in base al sesso. La valutazione è stata incentrata sulla presenza dei più disparati fattori di rischio, sul referto ECD, sul referto radiografico, sulla descrizione della placca ex-vivo e sulla valutazione della quantità di Ca all’interno della placca sfruttando software per l’analisi delle immagini Angio-TC.
L’intento di questo percorso è quello di evidenziare come l’aiuto fornitoci dall’Angio-TC, data la sua obiettività, sia potenzialmente incrementabile nel tempo con lo sviluppo di software per il clinico utili ad una valutazione morfologica della placca ad un livello di dettaglio ad oggi non sfruttato. Questo nel tentativo di sottolineare ulteriormente la necessità di una distinzione delle placche, e della loro pericolosità, in base agli elementi che le costituiscono e quindi dell’utilità di una valutazione così approfondita per una miglior strategia di intervento.
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