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Tesi etd-02172014-183137


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BILIOTTI, DONATELLA
URN
etd-02172014-183137
Title
genitori, figli, sistema scolastico-educatico: scenario virtuale e scenario reale.
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI
Commissione
relatore Prof. Ampola, Massimo
Parole chiave
  • geniotrialità
  • sistema famiglia
  • percorso di sviluppo
  • comunicazione
  • riforma amministrativa
Data inizio appello
10/03/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Nel riflettere sull’importanza pedagogica dei Servizi per l’Infanzia, ho inferito alcune considerazioni di carattere sociale, psicologico, di relazione ambientale, e della accurata professionalità che un’educatrice dell’asilo nido deve avere. Questa professionalità che si basa su una costante formazione e pratica all’osservazione, ci predispone appunto ad osservare e a individuare criticità che si presentano frequentemente nei rapporti e nella comunicazione tra genitori e figli ed in particolare la difficoltà da parte dei genitori di comunicare in modo chiaro e non ambiguo, di dare regole e di farle seguire con fermezza dai bambini, di tollerare il conflitto, la frustrazione e la crisi dei propri figli. I bambini, per crescere sani, hanno bisogno che i propri genitori ci siano anche come educatori, hanno bisogno di regole perché queste sono i confini della loro libertà. Negli ultimi decenni è stato riconosciuto un ruolo prioritario alle relazioni familiari, al loro influsso sullo sviluppo della personalità e sulla socializzazione dei bambini. Le relazioni, infatti, che si stabiliscono in famiglia, tra i diversi membri che la compongono, costituiscono un ambiente naturale d&#39;apprendimento di concetti e d&#39;attitudini che agiscono come rinforzo e come motivazione per il raggiungimento di nuovi obiettivi educativi. Contemporaneamente si è compresa la funzione dell’Asilo Nido di qualità che, in stretta concertazione con la famiglia, assume connotati di primaria importanza nella costruzione del rapporto di fiducia verso se stesso e di indipendenza che il bambino deve conquistare nei suoi primissimi anni di vita. Inoltre, l’asilo nido può contribuire a dare risposta ai bisogni dei genitori, divenendo un utile e intenzionale contesto di educazione alla genitorialità, per favorire una sorta di “continuità educativa” tra il nido ed il contesto familiare: è sorta la necessità di attivare nuove sperimentazioni in cui le famiglie siano accolte non più solo come “utenti” ma come soggetti, come attori, per costruire percorsi di incontro e di confronto volti a costruire le reti formali e informali di sostegno che sembrano mancare alle famiglie di oggi. In questa prospettiva gli educatori debbono saper sviluppare un rapporto “paritario” con i genitori, pur nella distinzione dei diversi ruoli, aiutandoli a esplicitare le loro potenzialità per assumere un atteggiamento attivo e propositivo nel contesto scolastico e familiare, rassicurandoli sulla loro capacità di educare, offrendo opportunità di incontrarsi per confrontare e scambiare esperienze, punti di vista, problemi, dubbi sull’educazione del proprio figlio e per elaborare modelli educativi di riferimento funzionali e nuove strategie di intervento. La formazione continua dell’educatrice la porta ad acquisire e a potenziare una competenza relazionale che le consente di individuare e attuare modalità relazionali e comunicative funzionali per interlocutori diversi quali sono i genitori ed i bambini, e una competenza riflessiva intesa come ripensamento continuo delle proprie azioni professionali e ricerca di un riscontro continuo nel reale. Per ridurre i fattori di rischio nei bambini, si devono migliorare sia il contesto familiare, sia le capacità dei genitori nel comunicare e relazionarsi ai figli ed offrire opportunità educative adeguate ai loro bambini, sia, concretamente, l’integrazione tra il sistema familiare e quello scolastico-educativo. Si evidenzia, infatti, nella situazione attuale delle famiglie e nel contesto scolastico-educativo, una necessità conclamata <br>• di tipo educativo<br>• di tipo sistemico (l’organizzazione sistemica dei processi educativi)<br>e soprattuttto si evidenzia che la consapevolezza e la conoscenza di questa situazione oggettiva trova, al momento di dover essere affrontata concretamente con proposte ed interventi, difficoltà di tipo operativo e culturale. Sembra mancare infatti alle Amministrazioni a cui spetta la attuazione degli interventi la capacità riflessiva che permetta di inquadrare la situazione in una prospettiva ampia, sistemica ed integrata. Si verifica così uno “scollamento” tra scenario virtuale, possibile, e scenario reale. <br><br>
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