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Thesis etd-02122007-105654


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
Crespo, Maria Julia
URN
etd-02122007-105654
Thesis title
Aggregati melanici nella cute di gatto: significato della loro presenza in soggetti sani e con malattie dermatologiche
Department
MEDICINA VETERINARIA
Course of study
MEDICINA VETERINARIA
Supervisors
Relatore Abramo, Francesca
Relatore Poli, Alessandro
Relatore Ricciardi, Maria Paola
Keywords
  • aggregati melanici
  • biopsia cutanea.
  • diluizione maltese
  • displasie follicolari
  • mantello del gatto
Graduation session start date
02/03/2007
Availability
Full
Summary
I “macromelanosomi” sono aggregati di melanina anormali che si possono ritrovare nell’epidermide, nell’epitelio follicolare e nel fusto pilifero. La presenza di aggregati melanici è riscontrabile nel cane in soggetti sani con mantello diluito (blu o crema) e in questi può essere alla base dell’insorgenza di displasia follicolare (alopecia da diluizione del colore e displasia follicolare del pelo nero); in tali casi costituisce un criterio fondamentale di diagnosi istopatologica. Nel gatto la presenza degli aggregati melanici nella cute normale è stata poco documentata e le sindromi displasiche del follicolo pilifero sono ritenute rare o sottodiagnosticate. E’ stata, quindi, effettuata un’indagine morfologica su biopsie cutanee e su campioni del mantello di 56 gatti non affetti da patologie dermatologiche. Gli aggregati di melanina erano presenti nelle biopsie cutanee e nei fusti piliferi di 8 gatti (14,2%), che avevano il mantello di tipo diluito ed erano quindi portatori dell’allele d della Diluizione maltese. È stato, inoltre, effettuato uno studio retrospettivo su 197 biopsie cutanee di gatti affetti da patologie dermatologiche non neoplastiche dal quale è emerso che gli aggregati melanici erano presenti in 15 casi (7,6%). Sia nei preparati istologici degli otto gatti “sani” che in quelli dei 15 gatti affetti da patologie dermatologiche non sono stati ritrovati segni di displasia follicolare o anomalie del fusto in concomitanza al reperto degli aggregati melanici. Lo studio sottolinea come nel gatto così come nel cane il colore del mantello può condizionare la presenza di aggregati melanici
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