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Tesi etd-02062012-114025


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC5
Author
BENEDETTI, LINDA
URN
etd-02062012-114025
Title
Influenza di nuovi enhancers e di tecniche fisiche (microaghi) sulla permeazione e distribuzione cutanea di farmaci
Struttura
FARMACIA
Corso di studi
CHIMICA E TECNOLOGIA FARMACEUTICHE
Commissione
relatore Dott.ssa Monti, Daniela
relatore Dott. Egiziano, Emanuele
Parole chiave
  • enhancers chimici
  • microaghi
  • permeazione cutanea
  • Diltiazem
Data inizio appello
07/03/2012;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
07/03/2052
Riassunto analitico
Lo strato corneo è la regione di epidermide che costituisce il sito di applicazione per la somministrazione di formulazioni sia ad azione topica che sistemica. Grazie alla sua organizzazione strutturale fortemente ordinata e compatta, a carattere prevalentemente lipidico, rappresenta l’ostacolo maggiore per l’assorbimento transdermico soprattutto di molecole idrofile. <br>Lo scopo della seguente tesi è stato valutare l’efficacia di due diversi metodiche, una fisica e l’altra chimica, nell’incrementare la penetrazione transdermica di molecole a carattere idrofilo e quindi poco affini allo strato corneo.<br>Come metodo chimico è stato studiato un gruppo di composti chimici di nuova sintesi costituiti da una struttura morfolinica, pirrolidinica o piperazinica, scelti per la loro analogia strutturale con l’azone, promotore di permeazione ormai convalidato da tempo. L’effetto promotore di queste molecole è stato valutato sulla permeazione e distribuzione cutanea di Diltiazem sotto forma di cloridrato e di base allo scopo di verificare l’influenza della struttura chimica del promotore sulla natura lipofila o idrofila del farmaco. Gli studi sono stati effettuati in vitro su pelle di ratto hairless utilizzando celle di diffusione verticali di tipo Gummer. Al termine del periodo di permezione (24 ore) la cute veniva sezionata usando un criomicrotomo per determinare la quantità di farmaco accumulatisi nei vari strati cutanei. <br>Come metodo fisico è stata presa in considerazione una particolare categoria di microaghi diversi nella forma e nelle dimensioni rispetto a quelli utilizzati e studiati in letteratura. Una serie di prove sono state effettuate cambiando il numero di aghi per cm2, la forza applicata per fare penetrare gli aghi nella cute e il tempo di applicazione. L’avvenuta perforazione della cute di ratto hairless è stata dimostrata mediante analisi al microscopio ottico sulla cute fresca e analisi mediante microscopia elettronica a scansione (SEM) sulla cute sottoposta a processo di liofilizzazione. La cute di ratto hairless, perforata con i microaghi, veniva montata sull’apparato di diffusione e veniva valutata la variazione nel tempo della permeazione cutanea della caffeina da una soluzione acquosa. La caffeina, farmaco di natura idrofila, è stata usata come modello. Per confronto lo stesso esperimento veniva effettuato sulla pelle non trattata con microaghi.<br>
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